Il cimitero delle navi: benvenuti all’inferno!

Dove vanno a morire le navi? Hanno un loro cimitero? Queste sono solo due delle domande che spesso mi vengono rivolte: parlare di cimitero, per quanto macabro, è un eufemismo. La letteratura spesso ne parla in maniera persino romantica, di un luogo dove trovare la pace eterna, dove posare un fiore.

Il cimitero delle navi: benvenuti all'inferno!

Il cimitero delle navi: benvenuti all’inferno!

Per le navi tutto ciò non vale e più che cimitero mi verrebbe da dire benvenuti all’inferno!

Ci sono due tipi di “cimitero” per navi: nella prima categoria ci sono quelli creati allo scopo di demolire interamente una nave e nell’altra il luogo dove la nave è bloccata per eventi naturali e lì è rimasta per vari motivi.

Nella seconda categoria quindi, si annoverano tutte quelle navi trasportate in un determinato posto che evidentemente sfugge alle regole minime di protezione dell’ambiente, nel quale le navi sono lasciate alle intemperie (oramai caso piuttosto raro per fortuna); rientrano in questa fascia tutte le navi vittime di naufragio che non possono essere spostate perchè in quei tratti la navigazione è pericolosa e metterebbe a rischio altre imbarcazioni.

Il cimitero delle navi: benvenuti all'inferno!

Sono luoghi tutt’altro che romantici dove, specie in quelli non europei o americani, lavorano in condizioni che definire disumane sarebbe poco, migliaia di persone che, per pochi spiccioli al giorno, sbarcano il lunario e son disposti a mettere a rischio la propria vita.

In questi luoghi infatti, non esiste una minima legislazione a tutela degli operai, che lavorano senza le più basilari attrezzature di sicurezza.

La misera paga si aggira intorno ai 20-40 centesimi l’ora, per 10-11 ore al giorno, in un paese dove la paga annua è di circa 1.100/1.200 euro: ogni anno, si contano decine e decine di morti per incidenti connessi a questo lavoro, sporco e pericoloso.

Eppure potete star sicuri che non esistono mai problemi di reclutamento: le persone infatti fanno la fila per poter entrare a lavorare in uno di questo bacini. Certamente chi ci guadagna, ed in maniera consistente, è il proprietario, che rivende non solo tonnellate e tonnellate di acciaio (pensate che nel bacino pachistano, si producono circa un milione di tonnellate di acciaio che arriva a soddisfare una quota molto consistente della domanda, soprattutto del settore costruzioni!), ma anche cavi elettrici, pezzi di arredamento che poi vengono venduti all’asta.

Il cimitero delle navi: benvenuti all'inferno!

Anche le stesse parti di vecchie navi possono avere una seconda vita: invece di essere trasformate dalle acciaierie che vivono anche grazie alle milioni di tonnellate di acciaio che verranno poi rilavorate e ridistribuite all’industria abitativa, vengono riutilizzate per la costruzione ex-novo di nuove imbarcazioni, il tutto ad un costo ridicolo.

La maggior parte delle navi che va a finire in questi bacini-inferno, proviene da tutto il mondo, anche da Paesi nei quali la concezione di salvaguardia dell’ambiente è molto rigida e sentita: per questo smantellare una nave costerebbe troppo in loco.

Il cimitero delle navi: benvenuti all'inferno!

Il tutto avviene grazie ai traffici di persone senza nessuno scrupolo, che prima comprano le navi in disuso e poi le rivendono ai cantieri incriminati che penseranno a trasformare in nuova forma acciaio e materiali che prima avevano un’anima, ma al costo di perdite umane e di incidenti sul lavoro anche gravissimi (in tanti hanno perso una parte del corpo, braccia, mani, gambe).

Sotto un’interessante documentario di National Geographic.

In questi cantieri, soprattutto nei più grandi, lavorano circa 30.000 maestranze, senza distinzione nemmeno per l’età: grande è infatti la presenza di minorenni, che, oltre al lavoro pericoloso in sè, inalano ogni giorno materiali pericolosi come amianto, sostanze chimiche, olii esausti, gas (che spesso creano incidenti, esplodendo).

Tornando alle navi, nei cantieri vengono vivisezionate – questo il termine che forse racchiude meglio l’azione – divise in parti più piccole pronte per essere spedite alle acciaierie: queste lastre vengono trasportate da operai senza guanti, sulle spalle, senza casco, con il rischio di cadere ad ogni passo sotto il peso immane dell’acciaio.

Se mai vi venisse la curiosità di andare a dare un’occhiata a questi luoghi, non credereste ai vostri occhi: spiaggie divenute una discarica di oli, detersivi, carburanti, che ovviamente si espandono anche nell’acqua, ormai contaminata da metalli pesanti pericolosi, che a loro volta verranno assimilati dai pesci e che danneggerà le falde acquifere, avvelenando senza pietà e indirettamente, la catena alimentare di chi, magari, nel cantiere proprio non ci lavora.

Il cimitero delle navi: benvenuti all'inferno!

Per mettere un freno a questi problemi, la conferenza dell’International Maritime Organization, ha stabilito, già nel 2009, che le grandi navi debbano essere spedite in questi cantieri già bonificate, cioè senza che vi sia presenza di liquami tossici.

Certamente ci saranno cantieri che riusciranno a scappare dalla normativa: saranno appettibili a livello concorrenziale, perchè, se non si attueranno i controlli alla base, cioè al momento della spedizione senza veleni delle navi, potranno offrire manodopera a bassissimo costo e nessuna norma a tutela dell’ambiente (come il cantiere del Bangladesh insegna). Un giro di affari che supera abbondantemente il miliardo di dollari, tutto costruito sulle spalle di chi, ogni giorno, rischia la vita per pochissimi spiccioli!

Il cimitero delle navi: benvenuti all'inferno!

Il sito Marine Insight ha stilato un elenco dettagliato di 10 più grandi cimiteri di navi di tutto il mondo, che vi riporto:

  1. Curtin Artificial Reef: si trova in Australia ed è stato istituito dal Gruppo di Ricerca subacquea di Queensland (URGQ) in collaborazione con le forze armate australiane, l’azienda dei trasporti del Queensland e i sindacati degli operatori dei rimorchiatori e delle chiatte.
  2. Aral Sea: il lago d’Aral è un cimitero navi dell’Uzbekistan. Una volta fiorente luogo di attività di pesca, il mare è stato ridotto a un cimitero a causa di una decisione da parte del vecchio regime sovietico di convertire l’area in una piantagione di cotone. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, il lago d’Aral rappresenta il più grande cimitero navi di tutti i tempi, dannoso per l’ecologia marina complessiva della zona.
  3. Gadani: situato nei pressi di Karachi, in Pakistan, Gadani è il terzo più grande cimitero navi del mondo. Nell’area del bacino esistono oltre 100 piazzole per lo smontaggio nave.
  4. Alang: il più grande cimitero nel sub-continente indiano, si trova nel Gujarat, in India, e sovrintende alla demolizione di quasi il 50% delle imbarcazioni di tutto il mondo.
  5. Landévennec: situato in Francia, è usato principalmente come cimitero delle navi militari. Il cimitero è fondamentalmente una baia d’acqua creata dal fiume Aulne con una profondità di circa 10 metri. La vicinanza delle montagne assicura acqua cheta e calma in ogni stagione.
  6. Staten Island: il cimitero di Staten Island, negli Stati Uniti, è un cimitero ben noto per rimorchiatori e chiatte. Attira la curiosità dei subacquei che vanno alla scoperta di imbarcazioni risalenti al ventesimo secolo.
  7. Bikini Atoll: l’Atollo Bikini è stato utilizzato per le navi da guerra degli Stati Uniti al tempo della seconda guerra mondiale. Una destinazione molto popolare per ricercatori e subacquei, che hanno scoperto come la barriera corallina, distrutta per le attività di guerra, mostri finalmente segni di ripresa.
  8. Jervois Beach: la spiaggia di Jervois, nel porto di Adelaide, è stata utilizzata come un cimitero per le navi dal 1900 al 1960. Poiché la maggior parte delle navi sono state completamente smontate, non ci sono segni di relitti nella spiaggia. Tuttavia, ci sono quattro navi i cui resti recuperati possono essere visibili dalla riva durante la bassa marea.
  9. Skeleton Coast: è un cimitero di navi in Namibia. Conosciuto come il Parco Nazionale di Skeleton Coast è considerato da molti come il più grande cimitero del mondo. La presenza di nebbie impenetrabili e tempeste ha portato al naufragio di molte navi che si sono bloccate in questo luogo, facendolo diventare un cimitero.
  10. Baia di Nouadhibou: situato in Mauritania, questo passaggio di acqua è considerato inequivocabilmente in tutto il mondo come il più grande cimitero per navi. Secondo le statistiche, in questa discarica si possono trovare più di 300 imbarcazioni.

Un’immagine tutt’altro che romatica, come ho scritto in apertura, e che apre gli occhi su un mondo semisconosciuto ai più, ben lontano dai fasti che una nave ha vissuto nel corso della sua lunga vita. Anche la mitica nave set di Love Boat ha avuto una fine simile, destinazione cantiere turco.

Una delle poche – per il clamore suscitato e per il significato che questa nave porta in sè – sfuggita a questo destino è il Concordia, “sfilato” ai cantieri turchi ed approdato nelle banchine genovesi dove viene sì smantellata ma secondo rigorose norme di tutela ambientale e del lavoro.

Fonti: National Geographic, Focus.it, DailyMail, Wikipedia

Image credit: ZD-Barcroft India

23/09/2015 ore 14.00 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

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Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite

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