Paese che vai, usanza che trovi!

Paese che vai, usanze che trovi: niente forse di più vero in una delle più conosciute massime popolari!

Paese che vai, usanza che trovi!

Paese che vai, usanza che trovi!

Il bello del viaggiare è proprio trovare sempre qualcosa di nuovo, di strano (per noi), di unico da raccontare e ricordare al nostro rientro a casa: se ci pensiamo è la stessa storia che è stata condizionata dalle diverse usanze e tradizioni di un popolo piuttosto che di un altro.

Quello che ai giorni nostri rimane dell’osservare una nuova tradizione è spesso però foriero di figuracce che ricorderemo a vita! Quante volte ciò che noi consideriamo un gesto normale viene invece considerato quantomeno inusuale se non offensivo?

Più si viaggia, più si ha l’occasione di osservare culture e tradizioni lontanissime dalle nostre: e come è pur vero che a volte ci stupiamo di qualcosa che è totalmente uguale a noi, altre volte è proprio la diversità di uno stesso gesto che ci fa capire tante cose!

Crociere alla scoperta delle culture locali: la nostra top 5

Ho scoperto ad esempio che in Brasile il segno di OK può avere molti significati, oltre a quello classico che noi conosciamo e cioè di va tutto bene.

Se il gesto viene fatto con il pollice verso l’alto significa grazie mentre se fatto con l’unione di pollice e indice a formare una O e con il palmo rivolto verso di sé è un grave insulto! Meglio evitare no?

Un’altra curiosità la si può osservare nei paesi anglofoni, sempre per quanto riguarda la gestualità delle mani: il gesto della vittoria è universalmente l’indice e medio della mano destra a “V”, ma se lo fate con il palmo della mano rivolto verso di voi, equivale al nostro “vai a quel paese” (edulcorando alquanto)!

Quante volte con le nostre crociere abbiamo fatto tappa in Grecia? Ecco, questo Paese è alquanto curioso in quanto a segni che potremmo fraintendere!

Per esempio se vi capita durante una conversazione di alzare le mani in segno di resa come a dire “ok, non ho argomenti”, qui invece potrebbe essere considerato un gesto alquanto offensivo, così come mostrare all’interlocutore un palmo rivolto verso la faccia.

Paese che vai, usanza che trovi!

Ma non solo: attenzione a sventolare in alto la mano (come disse Dj Francesco in una popolare canzone-tormentone) non per ballare ma per salutare il vostro interlocutore, perché significherebbe lanciarli una maledizione!

In Grecia (ma anche in Turchia, Malta e Cipro) è anche uso comune assentire con il capo semplicemente inclinando leggermente la testa verso destra mentre per negare basta alzarla verso l’alto!

Continuando a rimanere in Europa, se in Scandinavia, dopo un abbondante pasto, vi dovesse scappare un rutto, state tranquilli e non arrossite perché qui è permesso (come pure in Russia): in alcuni Paesi dell’Africa settentrionale e centrale e in Cina, il rutto dimesso e contenuto, e non certo un boato cosmico, è anche sintomo che avete gradito il pasto!

Qualche volta è segno di maleducazione non finire d’un fiato il proprio bicchiere: e se si tratta di vodka come in Russia, preparatevi a forti mal di testa post sbornia!

Paese che vai, usanza che trovi!

In molti Paesi, e non solo in Oriente come potrebbe sembrare, è segno di buona educazione, di relax e di rispetto togliersi le scarpe prima di entrare in casa: pure da noi, se trovi la casalinga che ha dato la cera e ha una certa fissazione per le pulizie di casa, non è raro doversi togliere all’ingresso le calzature ed indossare le mitiche pattine per far strisciare i piedi (aiutando quindi l’inceratura del pavimento)…brividi gelati da ricordi di un’ex-suocera che mi scendono lungo la schiena ma andiamo avanti ;P

Sempre nel freddo Nord Europa, in Svezia non è proprio carino far tintinnare i bicchieri nel nostro gioioso brindisi: loro preferiscono un caldo, fragoroso e rumoroso applauso!

Se al tavolo in crociera capitate con una compagnia francese, non parlate di soldi e se in escursione decidete di fare una capatina insieme in un ristorantino tipico, ricordatevi di non fare alla romana, perchè è considerata una sorta di offesa!

Se capitate in un ristorante in Portogallo non chiedete i condimenti qualorta non fossero già in tavola, perchè sarebbe una grave offesa verso lo Chef e la sua arte culinaria!

Paese che vai, usanza che trovi!

Se invece siete nella vicina Spagna e più precisamente a Barcellona, meta obbligatoria per tutte le crociere del Mediterraneo occidentale, dovete evitare, pena una salata multa, di girare a torso nudo o in costume (questo vale anche per tante nostre città)!

Un’abitudine in particolare mi ha colpito più di tutte, l’ho letta nel blog The Travel Jam e ve la riporto.

In Israele, paese dai mille problemi derivati da diverse culture e religioni, quando si arriva al venerdì si potrebbero incontrare difficoltà: infatti all’ora del tramonto comincia lo shabbat, il giorno di festa secondo cui, per tradizione biblica, Dio si riposò dopo le fatiche della Creazione.

Per questo motivo gli ebrei rispettano il riposo assoluto che dura 24 ore, durante le quali non si possono compiere azioni che noi consideriamo normali, come ad esempio pigiare i bottoni dell’ascensore per indicare il piano: ne esiste uno apposito programmato per fermarsi automaticamente ad ogni piano.

Inoltre tutti i ristoranti e negozi rimangono chiusi e agli osservanti non è permessa alcuna attività.

Paese che vai, usanza che trovi!

Se dunque capitate in giorno di shabbat e desiderate mangiare, non vi resta che orientarvi verso i ristoranti arabi: per una volta la multiculturalità vi fornisce, scrive l’autore, un piano B.

Singapore viene chiamata la città dei divieti, ma vi sareste mai aspettati che tra i 6 più conosciuti (che trovate nella foto sotto) ci fosse anche quello di obbligo a tirare lo sciacquone quando andate in una toilette pubblica, pena multe salate (vorrei conoscere chi non lo tira!)? Tra gli altri spicca anche quello di non masticare chewing-gum e di non mangiare in pubblico: quindi come vedete le usanze cambiano moltissimo da Paese a Paese, spesso includendo situazioni che invece sono normalissime per noi!

Paese che vai, usanza che trovi!

© Cinzia Marchisio

E se pensate che la libera America sia immune da strane abitudini, vi stupirà sapere quanto sia invece estremamente puritana in alcune situazioni: quando si va in spiaggia, non è possibile togliere nessun pezzo del costume, in quanto il topless è vietato e si può fare solo a Miami e in qualche spiaggia della soleggiata California!

In Giappone se dovete indicare qualcuno fatelo con tutta la mano, non solo con un dito, perché è scortese, come lo è consegnare qualcosa, come ad esempio un vostro biglietto da visita, con una sola mano o con solo due dita: il biglietto va consegnato con due mani (segno di deferenza, rispetto verso l’interlocutore).

Se siete in un Paese islamico prima di fotografare una donna dovete sempre chiedere il permesso (per la verità per i più osservanti è proprio vietato riprodurre figure umane, quindi in ogni caso è sempre bene chiedere il permesso): in alcuni Paesi africani inoltre mentre un uomo può fumare liberamente, una donna non può assolutamente (viene considerata alla stregua di una prostituta).

Un modo simpatico di riassumere alcune delle regole basilari delle usanze a tavola nei paesi europei invece, ce la regala Wimbdu, con questa infografica molto divertente ma anche esauriente (clicca sull’immagine per ingrandirla)!

Paese che vai...figuraccia assicurata?

E tu, nei tuoi tanti viaggi, con quale tradizione curiosa ti sei scontrato? Quale la più buffa o la più strana?

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09/01/2016 ore 16.00
“Articolo di Crazy Cruises in riproduzione riservata” protetto da licenza Creative Commons International: Devi attribuire adeguatamente la paternità sul materiale, fornire un link e indicare se sono state effettuate modifiche.
Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite

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