Clia: nessun obbligo verso cantieristica europea. L’inizio della fine?

La posizione di Robert Ashdown, segretario generale della Cruise Lines International Association (Clia)*, è molto chiara: le Compagnie hanno “mani libere” nella scelta dei cantieri navali dei quali servirsi per la costruzione di nuove navi.

Clia: nessun obbligo verso cantieristica europea. L'inizio della fine?

Nella foto Robert Ashdown

E’ un discorso che nasce dopo la firma di Fincantieri con China State Shipbuilding Corporation e Carnival Corporation: si teme che presto o tardi la cantieristica cinese, con i suoi costi più competitivi, possa spazzare via la più blasonata europea, con conseguenza disastrose dal punto di vista dell’occupazione e dei futuri investimenti.

Clia: nessun obbligo verso cantieristica europea. L'inizio della fine?

Clia: nessun obbligo verso cantieristica europea. L’inizio della fine?

Noi vogliamo continuare ad acquistare le navi migliori al miglior prezzo possibile. I cantieri europei costruiscono unita’ molto sofisticate e con un design eccellente, ma ormai la concorrenza e’ globale e nessuno puo’ obbligarci a ordinare navi in Europa.  Pertanto, i cantieri europei devono continuare a offrire un prodotto di qualita’ ma a un prezzo competitivo” rivela a “The MediTelegraph” e suona come una sorta di ultimatum: fateci spendere poco e dateci il meglio, non importa a scapito di chi. Un’affermazione piuttosto forte a mio parere.

Intanto la situazione in molti cantieri europei è già problematica: proprio ieri il numero uno di Stx France, Laurent Castaing, aveva commentato le voci di un interessamento di Fincantieri per l’attività cantieristica francese con un “Tutti i soggetti interessati alle nostre attività sono invitati a venire a trovarci e studiare le cose nei minimi dettagli. Al momento nessuno si è fatto avanti“.

La presenza di una delegazione di Fincantieri a Saint-Nazaire la settimana scorsa era infatti solo per discutere di informatica nell’ambito di una serie di incontri programmati da tempo; intanto il sindacato esprime profonda preoccupazione: “La mossa di Fincantieri potrebbe comportare la scelta di fare costruire in Asia le navi da crociera più grandi a tutto svantaggio del sito di Saint-Nazaire“.

La situazione finlandese sembra per il momento rientrata dopo la fusione Meyer Werft con  STX Finland (ora Meyer Turku) ma certamente una eventuale diminuzione delle commesse dall’industria crocieristica, anche qui potrebbe divenire problematica, coinvolgendo anche il bacino tedesco.

Si profila all’orizzonte dunque il timore della prima ora dei tanti che non hanno accolto con entusiasmo l’entrata nel settore della cantieristica cinese: sarà l’inizio della fine della cantieristica navale europea?

 

*associazione che raggruppa le piu’ importanti compagnie da crociera al mondo

 

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28/11/2014  ore 12.40
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Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite. Sono sarda e son dello Scorpione, amo la mia terra perché mi ha insegnato a capire il mare in tutte le sue sfumature!

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