Transatlantica a bordo di Norwegian Getaway

Avete presente la sensazione che vi assale quando, dopo un interminabile countdown – esattamente da ottobre 2016 – finalmente siete a bordo? Ecco, è proprio ciò che ho provato per la nuova attesissima transatlantica, forse tra le preferite dai puristi del mare.

Transatlantica a bordo di Norwegian Getaway

Transatlantica a bordo di Norwegian Getaway

La nave è la Norwegian Getaway, una delle due ‘figlie’ minori (gemella della Breakaway) della mia nave preferita in assoluto la Epic, Il grande e avveniristico progetto seguito con grande cura e passione dal ex CEO Kevin Sheehan.

Trovo che su questa nave siano migliorati alcuni aspetti rispetto alle ‘sorelle’, come ad esempio la linea e il design esterno, che nella Getaway è più gradevole.

Transatlantica a bordo di Norwegian Getaway

Una volta saliti a bordo, ci si rende conto che gli spazi sono un po’ più piccoli, a causa della minore stazza, mentre simile è il progetto avveniristico del Freestyle Cruising, con la presenza di tanti ristoranti – esattamente 16 tra complementari e a pagamento, più uno nell’area The Haven – diversi teatri, con intrattenimento di alto livello.

La qualità del design degli arredi, degli ambienti comuni e dei dettagli li trovo leggermente inferiori rispetto alla mia Epic’, ma invariata è la grande qualità e varietà del cibo, degli spettacoli e tutto quello che offre il brand Norwegian in più rispetto a molte altre compagnie.

La partenza di questa transatlantica è dalla bellissima Copenaghen, che ci accoglie con un tempo non bellissimo: ma quando sei su una nave non ti importa, può anche nevicare, non trovate?

L’itinerario è variato, a causa delle devastazioni degli uragani: 11 giorni di navigazione, tappe a Ponta Delgada (Azzorre) e overnight alle isole Bermuda, con arrivo a Miami dopo due settimane.

Una volta effettuato l’imbarco, mi concedo un giro di ricognizione fotografico, malgrado la grande stanchezza (sveglia alle tre di mattina, volo, transfer autonomo con i mezzi pubblici): per ritemprarmi niente è meglio della SPA che trovo davvero bella, spaziosa, con tanti lettini riscaldati vista mare mozzafiato, doppia sauna con differenti temperature, bagno turco, stanza del sale, piscina con getti d’acqua, potenti idromassaggi.

Unico neo il costo: anni fa era più accessibile ma con davanti tanti giorni di navigazione, con freddo e brutto tempo (il comandante ci ha subito avvisato di un uragano in Atlantico), mi sono concesso questa ‘pazzia‘, acquistando il pass per l’intera crociera.

Dopo un giorno e mezzo di navigazione passiamo attraverso il Canale della Manica, dove osservo l’interessante via vai di molte navi: mi ricorda un po’ lo stretto di Gibilterra ma con una durata d’attraversamento maggiore.

Anche a bordo della Getaway, trovare un ristorante non è un problema: diverse le opzioni di scelta – cucina internazionale, francese, italiana, asiatica, giapponese, brasiliana, statunitense – e la qualità è molto alta, sia per quelli compresi nel costo della crociera che in quelli a pagamento.

Ampia anche la scelta di soft drinks, gelati (i migliori free di sempre), snacks disponibili 24 ore e il tutto gratuito, un particolare non da poco.

Il tempo nei primi giorni è decisamente piovoso e le nuvole basse è come se trasportassero nave e passeggeri in una bolla senza inizio e fine: ma questo non ha importanza, perché a bordo si hanno a disposizione molte attività di animazione e la noia non è tra gli optional.

Ad esempio, anche col freddo si può fare il bagno in piscina, oppure si può optare al divertimento, provando gli scivoli d’acqua o il percorso su travi, sospesi a tanti metri d’altezza:  sulla trave del pirata, legati ad una corda di sicurezza ovviamente, si può provare il brivido del vuoto. La trave infatti è a sbalzo sul mare e parte immediatamente un brivido al solo immaginare di essere lì.

Ho provato sia gli scivoli che il percorso sospeso: con il primo si fa un salto nel vuoto per dieci metri e poi tanta forza G nelle curve del tunnel, il secondo, chiamato Plank, è molto divertente ed in ogni caso richiede coraggio. La trave a sbalzo sul mare si trova ad un’altezza di 150 piedi (50 metri, come 17 piani di un palazzo): quando l’ho provata io, il forte vento ha reso tutto molto più complicato e arrivare nel suo punto più estremo è stato assolutamente adrenalinico!

Nel sundeck ci sono due piscine, un’area giochi per bambini, un minigolf, il campo da calcetto, il muro per il free climbing. Insomma, impossibile annoiarsi!

Gli spazi per prendere il sole sono tantissimi e non si ha mai difficoltà a trovare posto, anche in navigazione: per chi desidera un servizio più completo o preferisce un’area solo adulti, c’è a disposizione – a pagamento – il Vibe beach club , per un servizio a 5 stelle.

Per praticità personale ho preferito, sia la mattina he a pranzo, usufruire del buffet Garden Cafe: con la sua grande isola centrale, il cibo è accessibile e senza grandi code e resse, ed anche trovare il posto a tavola non è mai un problema. qualità del buffet alta, scelta negli standard.

Nei ristoranti compresi nel prezzo della crociera, la qualità,  la quantità e la scelta sono a livello premium, molti dei prodotti sono freschi e il menù varia ogni giorno.

Usciti dal Canale della Manica inizia il dolce cullare dell’onda lunga oceanica che trovo davvero rilassante; chi non ama questo rollio e beccheggio della nave dovrebbe prenotare cabine in centro della nave e nei ponti bassi, ma posso assicurare che dopo qualche ora, il dolce farsi cullare diventa normalità.

Sulle grandi navi Norwegian, per gli amanti dello spettacolo e la musica  dal vivo, ci sono ben quattro teatri dove si possono ammirare o ascoltare performance di artisti di altissimo livello:

  • nel teatro principale ci sono incredibili  spettacoli dalle produzioni di Broadway;
  • nel teatro Illusionarium si può addirittura gustare una cena a bordo palco e vedere grandi performance circensi con artisti provenienti dal Cirque du Soleil;
  • nel teatro Headliners ci si diverte con comici e commedie musicali, ovviamente tutto in inglese;

  • nel Fat Cats tanta musica dal vivo con la possibilità di ballare.

Mi soffermo su un dettaglio che mi ha colpito molto: lo spettacolo Burn the Floors, produzione di Broadway, mette in scena artisti campioni mondiali di ballo e lo spettacolo che viene offerto è uno dei più belli che abbia mai visto in mare, tanto da spingermi a rivederlo più volte. E’ stato da standing ovation e, ho poi scoperto con curiosità, che la maggior parte dei ballerini/e sono italiani, ragazzi molto seri e professionali.

Al quarto giorno di navigazione, il sole è solo un miraggio, dacché la coda dell’uragano annunciato alla partenza, ancora insisteva: abbiamo avuto grandi onde ma la qualità della idrodinamica e degli stabilizzatori hanno ridotto notevolmente il rollio.

Dimenticavo di descrivere le cabine: io ho scelto un’interna, con dimensioni standard ma con un bellissimo bagno. Grande doccia con box, lavandino e specchiera molto ampi. L’armadio è grande e capiente, purtroppo non ci sono cassetti ma solo vani sparsi. Da segnalare la pulizia e il cabinista da premio Oscar.

Il quinto giorno abbiamo potuto gridare ‘terraaaaaaaa‘: arriviamo a Puenta Delgada, isola delle Azzorre di origine vulcanica molto simile a Madeira, sia per il verde del territorio e delle coste a picco sul mare che nello stile di costruzione della città. Tuttavia sono rimasto poco a terra, giusto mezz’ora per fare piccoli acquisti.

Al rientro a bordo mi son goduto il Waterfront, geniale e bellissimo lungomare dove si può mangiare all aperto, oppure sedersi comodamente a leggere un libro, sia di giorno che di sera, con la brezza  del mare  e il rumore delle onde a far compagnia, una vera e propria coccola per l’anima!

Seguono tre giorni di navigazione con un tempo  bruttissimo, poi finalmente il nono giorno spunta il sole.

Si arrivo a King Wharf, nelle  isole britanniche delle Bermuda: qui si sta in overnight, il che mi da la possibilità di vedere le due più belle spiagge del posto (Horseshoe e Tabacco beach).

Presso il terminal è presente un’efficiente organizzazione di trasporto dei turisti, comprensiva di bus pubblici, traghetti, taxi con costi esposti e chiari. Scelgo di percorrere l’isola con il taxi e resto affascinato dalle casette color pastello e i giardini curati, con piante tropicali e una pulizia impeccabile in piena tradizione British.

Le due spiagge sono molto belle, con finissima sabbia rosa e calette da cartolina, organizzate con bagni docce gratuite, servizio lettini a pagamento, bar e stazione bagnini in stile Baywatch. Per me resta una delle più belle isole dei Caraibi: unico neo? È un po’ costosa (tranne nel trasporto pubblico).

A bordo, grazie alla gentile concessione dell’Hotel Director, ho potuto visitare la nave nella nave, il The Haven: grandi suites, servizio concierge, sundeck e piscina ad uso esclusivo degli ospiti, un vero sogno, un paradiso per pochi eletti.

Dopo due giorni di navigazione al caldo dei tropici si arriva a Miami dove questo bellissimo sogno tanto agognato purtroppo termina.

Conclusioni

In questa nave ho trovato una pulizia è un’efficienza che lasciano senza parole: un servizio premium, in tutti gli ambienti non trovi mai sporco, i bagni pubblici sempre puliti e riforniti, in ogni ambiente (SPA, palestra, corridoi, aree pubbliche, buffet, ristoranti ) ci sono addetti che lavorano con attenzione e passione per curare le zone assegnate.

La manutenzione è straordinaria, la nave naviga qualche anno ma sembra varata da poco: c’è un’armonia e vera passione tra tutto il personale di bordo. Lo sforzo è massimo nel presentare ai passeggeri la nave nel suo massimo splendore.

Dietro questa efficienza c’è il grande lavoro e l’alto livello di professionalità di tante persone ma due in particolare hanno attirato la mia attenzione:

  • l’Hotel Director Joao Gigante (Portogallo)

  • il comandante in seconda Giovanni Schiaffino (proveniente dall’antica scuola crocieristica Costa, ai tempi della gestione della famiglia fondatrice, dove il lusso e il servizio erano al top), parla 7 lingue straniere tra cui il giapponese e il cinese.

Ho avuto il piacere di conoscerli entrambi personalmente, perché li potevi incontrare più volte al giorno, sempre impegnati a controllare tutti i settori della nave. Persone molto professionali e preparate, con conoscenza di 5/6 lingue straniere ma soprattutto umili e disponibili con tutti, qualità che ho riscontrato spesso in NCL.

Alla fine di questo racconto, posso affermare con chiarezza che più salgo a bordo della navi della flotta Norwegian, più mi affeziono a questo brand: accoglienza senza pari, sei trattato come uno di famiglia e il geniale Freestyle cruising ti permette di goderti secondo i tuoi ritmi l’intera esperienza a bordo. Come si diceva una volta, ‘Provare per credere‘.

Per quanto riguarda l’esperienza di una transatlantica: per me è un’esperienza per puristi, sono consapevole del fatto che tanti giorni di navigazione nell’Oceano non siano per tutti ma solo per chi, come me, ama il mare in tutte le sue espressioni. Personalmente, come ho già scritto più in alto, è il modo migliore per godersi al meglio la nave e tutti i suoi servizi.

Prossima avventura a bordo di Allure of the Seas, a presto!

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20/11/2017 ore 16.00 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″
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Maurizio
Maurizio

Contagiato dalla "crocierite", sono un vero appassionato di questo mondo. Nato e cresciuto nel mondo del turismo, comunico in cinque lingue e ho esperienza in tutti i settori alberghieri. Il mio spirito? E' sempre giovane 😉

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