Arles in una giornata: tra antiche mura romane e l’arte di Van Gogh

    MSC Meraviglia

    Il porto di Marsiglia è uno delle tappe quasi sempre presenti negli itinerari crocieristici del Mediterraneo e se le prime volte ci si ferma nella cittadina portuale francese facendo visita al vecchio porto e all’affascinate Notre Dame de la Garde, le successive volte si va in escursione nell’entroterra in particolar modo in Provenza alla scoperta di cittadine come Aix en Provence, Avignone, Cassis ed Arles.

    Per chi mi ha seguita sui canali social ricorderà sicuramente che nella giornata dello scalo francese, in questo mio ultimo viaggio a bordo della nuovissima MSC Meraviglia, abbiamo deciso di acquistare l’escursione “ Il fascino di Arles” proposta dalla compagnia in un tour di 5 ore.

    Come sempre prima di ogni partenza, pur essendo intenzionata ad acquistare l’escursione, faccio comunque una piccola ricerca sul cosa mi sarà possibile visitare e cosa offre la città, giusto per non arrivare impreparata alla visita.

    E così  ho scoperto due caratteristiche della cittadina di Arles a me prima sconosciute ossia il suo essere stata capitale della colonia romana della Gallia e l’aver ospitato per un breve periodo il pittore Vincent Van Gogh.

    Place de la Republique

    Leitmotiv del tour guidato infatti non poteva che essere un viaggio che definirei un po’ a spasso nel tempo, dall’antica Roma ad oggi passando per i dipinti del pittore post-impressionista olandese.

    A bordo di un bus inizia il nostro viaggio che dal porto ci conduce nella cittadina francese di Arles situata sulle rive del fiume Rodano nella regione della Camargue.

    Allontanandoci dal porto, piano piano il paesaggio intorno a noi cambia radicalmente; la nostra guida ci affascina con i suoi racconti sul Parco Nazionale, sulla maestosità della flora e della fauna in questa angolo di Francia che ad un certo punto il suo racconto prende vita: dal finestrino mi è possibile scorgere mandrie di tori, bellissimi esemplari di cavalli dal manto bianco e grigio (qui la razza è chiamata per l’appunto Camargue) e per finire una pianura paludosa tra canneti e laghi ecco far capolino niente meno che dei fenicotteri rosa.

    Arles in una giornata

    La natura di questo paesaggio meridionale non può essere resa con precisione con la tavolozza di un Mauve… la tavolozza di oggi è assolutamente colorata: celeste, arancione, rosa, vermiglio, giallo vivissimo, verde chiaro, il rosso trasparente del vino, violetto.

    “Ma, pur giocando con questi colori, si finisce con il la calma, l’armonia.”

    Queste le parole dell’artista olandese in una lettera a sua sorella, racchiudono in sè l’essenza stessa di questa terra.

    Giunti a destinazione dopo un viaggio di circa 1 ora inizia il nostro tour della città.

    Prima tappa in Place Felix Rey, dove si trova la sede della galleria multimediale Espace Van Gogh dedicata al pittore olandese: il palazzo al suo tempo era un ospedale dove l’artista venne ricoverato dopo essersi mutilato l’orecchio sinistro.

    La nostra guida si sofferma molto sui giardini di questo palazzo perchè si tratta degli stessi giardini riprodotti nel dipinto “Le jardin de la Maison de Santè”; è emozionante i nostri occhi vedono quello che una volta vide Van Gogh; facendo un piccolo raffronto qui sembra essersi fermato il tempo, nulla è cambiato da allora.

    Altra tappa sulle orme del pittore è Place du Forum davanti al “Il caffè di notte”, qui in sera di settembre del 1888, Van Gogh, ammaliato dalla vita notturna della città di Arles e dai suoi caffè, realizza il dipinto “Cafè le soir” ed il caffè è ancora lì dopo tutti questi anni.

    Non ci sono parole per descrivervi l’emozionate provata di fronte a tutta questa bellezza senza tempo, sembra di guardare Arles attraverso gli occhi di Van Gogh, a tratti ho l’impressione di essere parte del dipinto anch’io!

    Tutto questo trasporto è stato possibile grazie al fatto che in prossimità dei vari siti siano stati messi sulla strada le copie dei dipinti tanto da poter fare un confronto tra quello che vide lui e quello che vediamo oggi noi.

    Arles è una cittadina molto piccola e i vari luoghi da toccare nella nostra visita sono abbastanza vicini gli uni agli altri; infatti basta imboccare una stradina laterale al caffè ed eccoci in Place de la Republique dove abbiamo:

    • Obelisco romano e la fontana sottostante che dominano l’intera piazza; molto particolare è la storia di come questo venne trasportato ed eretto nella piazza visto il suo peso e la sua altezza: si racconta ci vollero 40 giorni per portarlo da Marsiglia;

    Obelisco romano

    • Hotel de Ville edificio del 1600 è la sede del comune di Arles; abbiamo visitato il piano terra dove si trova il vestibolo la cui particolarità è il soffitto molto basso con una volta molto particolare; due leoni ai lati della scala principale e in fondo una copia della Venere di Arles;
    • Cattedrale di St. Trophime, eretta nel V secolo oggi conserva le spoglie di St. Trophime; già all’esterno la facciata colpisce (si vede ad occhio nudo la distinzione tra beati e dannati) mentre l’interno strega con il suo rigore e la sua austerità; consiglio di non perdere il sarcofago dove sono conservate le spoglie del Santo.
    • Chiesa di Sant’Anna di epoca medioevale; abbiamo modo di visitarla durante il tempo libero che la nostra guida ci dà a disposizione: oggi è una chiesa sconsacrata, all’interno abbiamo trovato una mostra molto particolare sulla foresta. Ci troviamo di fronte, all’apparenza, a tanti rami (l’idea della foresta effettivamente si ha all’ingresso) disposti uno accanto all’altro e la loro particolarità guardandoli più da vicino sono i colori che l’autore ha fissato in ognuno di essi; una mostra di arte moderna veramente affascinante.

    Arles è una città ricca di storia e di fascino e tutto ciò traspare dai racconti della nostra guida, uno fra questi in particolare sulle finestre; alzando gli occhi notiamo che molte finestre delle case sono murate: infatti dopo la Rivoluzione Francese in tutta la Francia più finestre aveva la casa più la casa era considerata grande e dunque si era considerati benestanti; allora per pagare meno tasse, i cittadini iniziarono a murare le finestre, così meno finestre meno tasse.

    Particolare finestre

    Proseguendo verso Rue de la Calade ci incamminiamo verso i due più importanti siti archeologici risalenti all’epoca romana oggi entrambi patrimonio dell’ UNESCO:

      • L’arena edificata intorno al 80 d.C. è il più grande anfiteatro romano della Gallia; molto ben conservato (a tratti vi sembrerà di essere a Roma davanti al nostro Colosseo) ospitava le gare fra i gladiatori, mentre oggi si tengono le corride;

    Arena

    • Il teatro, costruito sotto l’impero di Augusto; viene soprattutto ricordato per le innumerevoli scoperte fatte al suo interno una tra queste la Venere di Arles statua in marmo raffigurante la dea Afrodite oggi esposta presso il museo del Louvre.

    Teatro romano

    Per essere stata l’ultima tappa del nostro viaggio devo dire Arles ci ha riservato molte emozioni; credevo di ritrovarmi in un paesino tipicamente provenzale dove si respira aria di lavanda, di saponette al profumo di Marsiglia e boulangerie varie, invece mi sono ritrovata in una bellissima cittadina ricca di storia e di arte avvolta in un’atmosfera di serenità dove ancora la natura regna incontaminata.

    Alla prossima tappa!

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    09/02/2018 ore 10.00 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″
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    Rosamaria Caputo
    Rosamaria Caputo

    Mi è bastata una sola crociera per essere colpita da crocierite acuta. Dallo spirito attivo e intraprendere, sono sempre a caccia di promo e pronta a fare la valigia! Adoro viaggiare e scoprire posti nuovi

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