Il mio itinerario nei Caraibi Occidentali con Norwegian Epic

Il  mio itinerario nei Caraibi Occidentali con Norwegian Epic
Il mio itinerario nei Caraibi Occidentali con Norwegian Epic

Per sfuggire al freddo inverno non c’è niente di meglio che concedersi un piccola pausa in qualche parte del pianeta sotto i caldi raggi del sole: stavolta ho scelto i Caraibi, le sue spiagge tropicali di sabbia bianca e l’acqua cristallina, il modo migliore per allontanarsi da tutto e liberare la mente.

Considerate, non a torto, una delle mete turistiche più prestigiose del mondo, le isole dei Caraibi offrono un’incredibile varietà di divertimenti ma anche la possibilità di rilassarsi semplicemente in spiaggia.

Situato nel Mar dei Caraibi, l’enorme arcipelago ospita 13 Stati sovrani e 18 territori dipendenti – britannici, spagnoli, francesi, olandesi e colombiani.

Tutte le isole hanno origini geologiche diverse, per cui ognuna racconta la sua storia e nessuna è uguale all’altra: si passa dalle formazioni prettamente coralline a quelle vulcaniche, dai panorami paesaggi desertici a quelli lussureggianti, dalle catene montuose alle isole pianeggianti. Uno scenario incredibile, assolutamente da vedere almeno una volta nella vita.

Il clima varia, perché prevalentemente tropicale: la maggior parte dell’anno godono di un clima soleggiato e caldo, ma durante la seconda metà dell’anno cade la stagione delle piogge, con fenomeni anche violenti, come uragani e tempeste tropicali. Ecco spiegato il motivo per cui il nostro tardo inverno e l’inizio della primavera tendono ad essere il periodo più popolare per le vacanze in questo paradiso tropicale.

Una curiosità: il nome Caraibi significa ‘uomo‘ e deriva dal termine Karipo. Gli spagnoli da questa parola coniarono ‘Caribe‘, che definiva i popoli ‘caribi‘, ossia quelli che popolavano sia le Antille sia la parte settentrionale del Sud America prima del contatto europeo.

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Fatta la dovuta introduzione, vi racconterò la mia avventura a bordo di Norwegian Epic che, come ho spesso scritto, considero la mia seconda casa. Questa volta nel mio diario non mi concentrerò sulla nave, che ho già recensito tempo fa, ma mi concentrerà prettamente sull’itinerario.

Le crociere nei Caraibi generalmente vengono distinte in 3+1 le zone principali:

  • Caraibi del Nord
  • Caraibi Centrali
  • Caraibi del Sud
  • oppure una variante Caraibi Centrali e Canale di Panama (passaggio parziale o completo).

Io ho scelto l’opzione Caraibi Centrali, in quanto a gennaio nella parte nord non sempre c’è bel tempo e caldo. Le mete che ho visitato toccano diversi stati e diverse isole:

  • Great Stirrup Cay – Bahamas
  • Ocho Rios – Jamaica
  • George Town – Grand Cayman
  • Harvest Caye – Belize
  • Roatan – Honduras
  • Costa Maya – Messico
  • Cozumel – Messico.

Le escursioni, come gestirle al meglio

Il  mio itinerario nei Caraibi Occidentali con Norwegian Epic

Prima di descrive i luoghi nei particolari vorrei dare qualche consiglio in merito alle escursioni: la crociera è composta da diversi elementi che suggestionano la nostra mente e a volte anche il cuore. Per far sì che diventino qualcosa di indimenticabile, bisogna viverli intensamente, anche attraverso i vari servizi che le Compagnie di crociere offrono. Uno di questi è sicuramente il programma escursioni che, se utilizzato con attenzione alle opzioni e ai dettagli offerti, renderà indelebile il ricordo nel tempo.

Il primo dettaglio che bisogna tenere in considerazione per non avere spiacevoli sorprese è scegliere l’escursione adatta alle proprie possibilità fisiche: generalmente le compagnie offrono escursioni con diversi livelli di difficoltà – confortevoli e adatte a tutti, moderatamente impegnative, fino a quelle che io considero “adrenaliniche” – e in ognuno di questi livelli ci sono anche delle raccomandazioni che non devono essere ignorate, come ad esempio durata, resistenza fisica, etc.

Una volta compreso il proprio livello ideale, si può decidere quale escursione fare del ventaglio offerto, a secondo ovviamente, anche del proprio gusto e spirito di avventura: si va dal più semplice transfer verso le più rinomate spiagge, ai tours con pullman nei siti più interessanti e importanti, alle mini crociere in catamarani o simili per ammirare coralli e pesci tropicali.

In alternativa a queste proposte, che che hanno un costo piuttosto elevato, ci sono nei porti soluzioni di transfer o tours più o meno simili a costi moderati, organizzati da agenzie private o da semplici tassisti.

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Il secondo dettaglio che bisogna tenere in considerazione per rendere piacevole e tranquilla la vostra escursione è scegliere quale delle due soluzioni che avete a disposizione sia la migliore e adatta.

La soluzione fai da te sicuramente permette di risparmiare (se tutto fila liscio) e magari avere esperienze più personalizzate ma lo sconsiglio a persone con poca esperienza, che non parlano almeno l’inglese o lo spagnolo discretamente, che hanno difficoltà motorie o di salute etc.

Io stesso, con la mia esperienza e prestanza fisica, a volte mi sono trovato impegolato in imprevisti che possono accadere in ogni momento: il mio consiglio, nel caso di escursioni fai da te, è di pensare di tornare a bordo almeno due ore prima della partenza della nave.

Se invece vi affidate alla compagnia, si spende di più ma la garanzia è totale: in caso di imprevisti la nave vi aspetta e siete protetti da ogni evento.

L’escursione a terra è forse la parte più importante della crociera, probabilmente è quella che vi ricordate per tutta la vita: il mio consiglio è di approfondire ogni dettaglio prima di decidere quale fare e con chi. Ad esempio io, almeno una settimana prima, cerco di acquisire più informazioni possibili dell’itinerario sul web e con Google Maps, per rendermi conto di distanze ed alternative.

Il mio itinerario nei Caraibi Occidentali con Norwegian Epic

Alcuni consigli di preparazione prima di scendere a terra: l’abbigliamento giusto è essenziale e deve essere consono ai luoghi da visitare. Scarpe comode sempre, vestiti leggeri ma che coprono il corpo, per proteggersi dagli insetti, crema solare sulle parti scoperte (soprattutto se si tratta di bambini ma non solo), cappello, giacca leggera per il vento e poncho anti-pioggia sempre dietro, almeno mezzo litro di acqua e qualche snack a testa da tenere per emergenza, salviette monouso disinfettanti, soldi in contanti (ma non tanti) oltre la carta di credito (se non dovesse funzionare o non ci fossero Pos a disposizione).

Tra i consigli da tenere a mente (e aggiungerei utili sempre e ovunque):

  • non portate oggetti preziosi e vistosi (orologi, collane o braccialetti ecc.)
  • non dimenticate i farmaci di uso quotidiano
  • portare anche la carta di identità (non il passaporto) con attaccati i numeri di emergenza (parente, numero verde dell’assicurazione per assistenza medica, numero della nave)
  • il cellulare da consultare per le mappe – potete scaricarle con Google Maps, opzione mappe offline, comodissime e utilissime per calcolare distanze e tempi di spostamenti da un punto all’altro. Ricordate di togliere la connessione.

Vediamo ora insieme le tappe di questa crociera nei Caraibi Occidentali.

Great Stirrup Cay

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La prima tappa è sull’isola privata gestita da Norwegian Cruise Line, Great Stirrup Cay: situata in mezzo al meraviglioso arcipelago delle Bahamas, vi si accede solo con i tender e, se il mare è molto mosso, questa tappa viene cancellata perché l’ingresso al porto è molto stretto e complicato con il moto ondoso.

Il mio itinerario nei Caraibi Occidentali con Norwegian Epic

Una volta arrivati sull’isola, sono diverse le opzioni per godersi una giornata rilassante in stile caraibico.

Una Band suona dal vivo le classiche canzoni ma appena scorgo la spiaggia posso solo pensare ad un primo tuffo in mare, che mi fa dimenticare il freddo di casa. La scelta successiva diventa solo quella di sostare o dove ci sono le sdraio ad uso gratuito, o nelle diverse calette, dove risplende un’acqua azzurra e cristallina.

Chi può permettersi una “Cabanas” ha la possibilità di godere della giornata in una sorta di chalet con divani, sdraio, frigorifero, docce; il tutto di fronte alla spiaggia. Tra l’altro sono in corso lavori per completare una grande area “Cabanas” con in mezzo all’enorme piscina naturale.

La fame non è un problema, non bisogna fare altro che scegliere tra le tante proposte culinarie del buffet, comprese bibite alla spina e caffè – naturalmente gratis – che si trova in una zona centrale dell’isola, dove ci trovane anche delle capanne che vendono souvenirs.

Dalla parte opposta dell’isola, raggiungibile in 10 minuti di camminata, si trova il molo dove affittare canoe, scooter d acqua, oppure per accedere alle barche per poter esplorare la barriera corallina, vedere le tartarughe o le mante e i maialini.

Un’alternativa adatta a chi ama l’adrenalina, è poter osservare l’isola dall’alto con il parasailor, una sorta di paracadute attaccato al motoscafo. Purtroppo la Zip Line non è ancora stata completata ma una voltaa terminata permetterà di ‘sorvolare’ quasi tutta l’isola.

Ovunque sono presenti bagni, docce e spogliatoi, tutto severamente controllato e pulito dal personale dell’isola, sotto la direzione professionale del Manager Manolis Kampanakis, conosciuto l’anno scorso sulla Epic (era l’Hotel Director).

Personalmente trovo fantastiche le isole private, in quanto tutto è a disposizione, senza stress e soprattutto compreso nel prezzo della crociera. Divertimento e relax sono assicurati. 

Ocho Rios

Dopo un giorno di rilassante in navigazione, passato di giorno sul ponte “Sundeck” nella tranquilla Quiet Zone e di sera in compagnia dei fantastici ballerini, tra cui molti italiani, della più famosa produzione di ballo Burn the Floor (che conosco personalmente, sono un loro fan), arriviamo a Ocho Rios in Jamaica.

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La  città portuale si trova sulla costa settentrionale della Giamaica ed originariamente era un villaggio di pescatori: oggi è meta di villeggiatura molto apprezzata, compreso il territorio circostante, che ospita una foresta pluviale, fiumi e cascate, tra cui quella del fiume Dunn, con i suoi gradoni scoscesi e le lagune in cui poter fare il bagno.

In Giamaica le lingue parlate sono il Jamaican Patwah (un mix di inglese-creolo) e l’inglese, la moneta è il dollaro Jamaicano (JMD) ma è accettato anche quello statunitense. Con una popolazione di 8.200 abitanti, fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1494, quando sbarcò a Discovery Bay, fra Ocho Rios e Montego Bay. La descrisse come “la più bella isola che occhio umano abbia mai veduto” e la battezzò Santiago.

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A Ocho Rios ci sono due moli: quello centrale progettato per le navi da crociera ed quello  laterale che in teoria è per le navi merci ma viene frequentemente utilizzato anche per le  navi da crociera.

Noi siamo scesi da quello centrale da dove si può raggiungere la vicina spiaggia (a pagamento anche con US Dollar) oppure visitare la piccola città, ricca di curiosi negozi e mercatini in stile caraibico. Per dovere di cronaca è bene sapere che, in mezzo a tantissima gente onesta, si aggirano personaggi che vi consiglio di evitare per non essere coinvolti in strane e pericolose situazioni (qui vendono droghe o rischiose avventure sull’isola).

Appena fuori dal molo trovate banchetti o tassisti che offrono programmi di escursioni interessanti ed economiche ma io personalmente vi consiglio di utilizzare quelle della compagnia, più sicure e senza stress.

Le proposte sono diverse:

  • le più famose sono le “White River Tubing“, le adrenaliche avventure in stile Indiana Jones. ci si lancia con grandi salvagenti lungo le cascate e si percorre il fiume che attraversa la giungla;
  • la più tranquilla visita a piedi delle Dunn’s River Falls;
  • la romantica attraversata della giungla nelle acque tranquille del fiume White River seduti su una tipica zattera di bamboo e accompagnati da un “gondoliere Jamaicano” che illustra le bellezze naturali che vi circondano;
  • chi ama la natura può visitare anche le Konoko Falls, il Blue Hole (piccolo lago naturale azzurro);
  • per tanti ma non per tutti sono anche le attrazioni come il Bobsled Jamaica, una sorta di percorso di Bob (che troviamo solitamente in località sciistiche) costruito in mezzo alla giungla, dove probabilmente si allena anche l’unica squadra olimpionica Caraibica di Bob. O come le zip line di varie lunghezze (da 50 sino a 250 metri di lunghezza), per voli tra gli alberi della verdissima giungla;
  • per gli amanti del mare ci sono le escursioni sui catamarani, tra le onde del mare a ritmo di Reggae, oppure le fantastiche esperienze con i delfini a Dolphin Cove, dove potrete interagire in acqua con questi stupendi mammiferi;
  • per gli amanti delle spiagge e full relax c’è la famosa Bamboo Beach attrezzata con sdraio, bagni, bar e in stagione potrete anche gustare aragoste alla griglia o piatti tipici locali;
  • chi preferisce avere una visione totale, può approfittare dei diversi percorsi in stile Sightseeing che, in base ai vostri gusti, vi permette di vedere e fotografare luoghi interessanti e suggestivi.

Questa isola sicuramente vi darà la possibilità di fare esperienze indimenticabili ma ricordo di fare molta attenzione e di scegliere con accortezza con chi organizzare la propria escursione.

Grand Cayman

Terza tappa della crociera è la mia isola caraibica preferita, la ricca nonché famosa per essere un paradiso fiscale, Grand Cayman.

Capitale di questa bellissima isola, che offre spiagge e colorate barriere coralline, suo marchio distintivo, è George Town: la lingua parlata è l’inglese e se acquistate qualcosa, qui accettano tranquillamente i dollari americani (moneta ufficiale è il Cayman Island Dollar). Il livello della vita è molto alto, praticamente la povertà non esiste.

Per accedere al molo di George Town bisogna utilizzare i tender messi a disposizione, perché a volte la nave sosta all’ancora, in una zona lontana dal centro, per via delle numerose navi da crociera che fanno tappa nell’isola (mediante ci sono 7/8 navi in sosta). Per questo motivo bisogna prendere un bus shuttle (a pagamento) per arrivare al centro città, dove potrete trovare tanti negozi.

Si può trascorrere una giornata nella famosa spiaggia Seven Miles Beach, arrivando, senza pericolo o stress, in taxi o col Public Bus: si trovano sulla strada principale.

In merito alle diverse escursioni proposte dalla compagnia di crociera e dalle agenzie locali vi segnalo le più belle:

  • le più interessanti sono quelle con le razze. A bordo di grandi imbarcazioni si arriva presso delle banchine naturali di sabbia corallina, si scende in acqua (molto bassa) e si interagisce con questi stupendi animali;
  • un’altra simile avventura la si può vivere con i delfini o le tartarughe (Cayman Turtle Farm) a West Bay;
  • si possono vedere le attrazioni più importanti dell’isola utilizzando diversi mezzi, tra cui biciclette, Jeep 4×4, bus organizzati con diverse tematiche nei percorsi, che possono durare da una a quattro ore.

Tutti queste escursioni sono ben organizzate dalla compagnia e le consiglio sempre, soprattutto quelle più complesse (gite sul mare, con Jeep ecc.) per essere sicuri in caso di problemi di ritornare a bordo e continuare la vacanza.

Su questa isola il fai da te non è un grande rischio, visto il livello di accoglienza e per come sono organizzati.

Roatan

Dopo un altro rilassante giorno di navigazione, che sfrutto fin dalle prime ore del mattino per godermi il sole e il panorama incantevole del mare aperto, arriviamo a Roatan, in Honduras.

Nel 1700 questa isola era utilizzata dai pirati e Captain John Coxen era un bucaniere inglese che qui aveva creato la sua base: nel corso degli anni e dei secoli, il suo nome è stato dato al villaggio degli abitanti che poi, diventato una piccola città, è stato cambiato in Roatan.

Questa isola tropicale è diventata nel tempo meta turistica (servita anche da un aeroporto) degli amanti della natura: qui si possono fare snorkeling e diving in un’acqua trasparente come pochi posti al mondo, percorsi nelle grotte o nella giungla, alla scoperta di iguane, scimmie, uccelli tipici, orchidee, piante di cacao. Senza dimenticare il relax lungo le bianchissime spiagge.

La nave attacca al molo vicino al centro della città, dove abbondano negozi, bar, ristoranti e chioschi di piccole agenzie che organizzano tours o transfer nelle famose spiaggie di West Bay Beach, Half Moon Bay, Tabyana Beach.

Si accettano i dollari statunitensi (la moneta locale è l’Honduran Lempira). La compagnia offre diverse interessanti escursioni, così come le piccole agenzie private che trovate al molo: da quelle adrenaliniche con le zip line nella giungla, a quelle più naturalistiche e tranquille nei parchi naturali, come i Carambola Gardens (40 acri di puro paradiso terrestre tra orchidee, piante esotiche, uccelli colorati e tanti scenari da fotografare) oppure il Roatan Institute for Sciences, che organizza attività interattive con i delfini.

Gli amanti dello snorkeling e diving qui trovano pane per i loro denti, grazie alle esperienze con diversi livelli di capacità.

Possibile anche ammirare i fondali grazie a piccoli sommergibili che permettono di osservare seduti comodamente le bellezze della barriera corallina, mentre sulla spiaggia ti puoi divertire con tante attrazioni, oppure dare da mangiare ai pesci.

Per le persone che apprezzano le comode gite in bus Sightseeing) ci sono diversi programmi con interessanti percorsi sull’isola.

Come sottolineo sempre, fate attenzione al fai da te, qui anch’io ho avuto qualche sorpresa con il transfer alla spiaggia: dopo la contrattazione del passaggio sul minibus, dopo che siamo partiti ci hanno avvisati che per andare in spiaggia bisognava pagare 20 dollari a testa per usufruire dei bagni, delle docce e delle sdraio messe a disposizione degli alberghi siti di fronte alla spiaggia.

Per le escursioni, soprattutto quelle complesse, utilizzate sempre quelle organizzate dalla compagnia di crociera e non avrete sorprese amare.

Harwest Cay

Un altro giorno di navigazione e si arriva al nuovissimo molo dell’isola privata gestita da NCL, Harwest Caye, nello stato del Belize. Questa isola caraibica è stata trasformata in un parco acquatico naturale dalla compagnia ed è stata premiata da Porthole Magazine come “Best New Cruise Port 2017“.

Nell’isola sono state piantate oltre 10.000 mangrovie che hanno creato l’habitat perfetto per molte specie di animali e pesci: la spiaggia è lunga circa 600 metri, adornata con palme e fiori, passeggiate utilizzabili anche per i disabili per tutta l’isola, bagni spaziosi ovunque.

Il molo che costeggia il bosco di mangrovie, nuovissimo e con un tetto per camminare comodamente all’ombra, è dotato di un servizio motorizzato per i disabili (piccoli trenini elettrici): all’ingresso si trovano tanti negozi di souvenirs, vicino al centro si trova Harwest Caye Marina, un piccolo porto turistico dove partono le barche per le escursioni in mare. Qui si possono affittare kayaks, o le stand up paddle boarding, una sorta di grande surf a remi o a pedali. Vicino alla Marina c’è un piccolo Zoo che ospita diverse specie di uccelli e farfalle.

Al centro dell’isola fa la sua bella figura una grande piscina con cascate, dove si può anche ordinare da bere seduti in acqua. Gli amanti delle Zip line si divertiranno da matti, grazie ai diversi percorsi disponibili, dai più semplici all’incredibile Zip line Superman che passa sopra la spiaggia. Un imbragatura orizzontale fa sorvolare l’isola, trasformandoti come un supereroe all’attacco del mostro nemico.

Quello che più ho apprezzato è la spiaggia, attrezzata con tantissime sdraio tra le palme; per i più esigenti ci sono anche bellissime Cabanas (a pagamento). Si possono affittare maschere, lettini galleggianti, armadietti e per chi vuole mangiare o bere ci sono fornitissimi bar e ristoranti, purtroppo non compresi nel prezzo della crociera, quindi con costo extra (bisogna pagare in dollari statunitensi o carta di credito, mentre per ora la possibilità di usare la Keycard della nave è ancora un mero progetto).

La compagnia prevede la possibilità di fare escursioni con bus nello stato del Belize con diversi itinerari, il fai da te qui è praticamente impossibile. Questo tipo di soste mi piacciono molto perché sono senza stress e hai molto sottomano: inoltre tutto è stato realizzato con materiali a basso impatto ambientale (eccetto le torri delle Zip line), con l’utilizzo di tanto legno per le strutture e i viali e foglie di palme per le coperture.

L’organizzazione su questa isola è impeccabile, dai bagnini sempre pronti ad intervenire, agli addetti alle pulizie. La parola ricorrente qui è “UnBelizevole“.

Costa Maya

Questa crociera prevede due tappe in Messico: la prima è Costa Maya, un porto turistico creato per le navi da crociera. Una volta scesi dalla nave, dopo essere rimasti abbagliati dalla bellezza turchina del mare, si entra in una grande area creata ad hoc per i turisti, che comprende tanti negozi (souvenirs, abbigliamento, specialità culinarie locali ecc.), ristoranti di qualità, piccolo zoo di uccelli e fenicotteri rosa, grande piscina con sdraio, area SPA con idromassaggi a forma di noce di cocco e il delfinario, dove interagire con gli animali.

Da questo porto si arriva in qualche ora di auto a Cancun ma la meta più ambita è il vicino villaggio Mahahual, distante soltanto tre chilometri: per arrivarci il mezzo più utilizzato è il taxi, io però ho scelto un metodo più economico (a piedi), non per risparmiare ma per smaltire un po’ di calorie accumulate nei lauti e gustosi pasti della nave.

Un volta arrivati a Mahahual realizzo che è un piccolo villaggio, con una bella spiaggia attrezzata dai vari alberghi e ristoranti con lettini, sdraio, aree massaggio (a pagamento, circa 20 dollari per una sdraio) e non c’è molto spazio per stendere gli asciugamani sulla sabbia.

Il mare è una sorta di enorme piscina naturale, creata dalla barriera corallina, e il livello dell’acqua è basso quindi si può camminare per parecchi metri senza dover nuotare.

Le escursioni possibili e forse più interessanti:

  • Per gli amanti dello shopping qui si trova di tutto un po’ e a prezzi più bassi rispetto al porto. Oltre a questa spiaggia c’è anche Uvero Beach, che dista circa 35 chilometri.
  • Per gli amanti dello snorkeling e diving invece, a circa 30 chilometri c’è il più grande atollo dell’emisfero del nord, chiamato Banco Chinchorro, dove si osservare magnifici coralli e pesci tropicali.
  • Per chi vuole semplicemente divertirsi può andare al famoso parco acquatico “Maya Lost Mayan Kingdom Water Park” con tante attrazioni adrenaliniche, come Zip line, scivoli e montagne russe.
  • Ci sono anche escursioni organizzate per visitare le rovine dell’antico popolo Maya (piramidi e villaggi Maya) però sono distanti, quindi preparatevi ad un lungo transfer.

La compagnia offre diverse possibilità per poter visitare i punti di interesse che ho appena citato, si può anche usufruire di quelli organizzati dalle agenzie locali o tassisti ma come sempre vi avverto che se succede qualcosa con un percorso fai da te, la nave non vi aspetta.

Cozumel

Cozumel è un isola messicana lunga 55 chilometri e larga 17, popolata dai Maya nel 300 a.C.: oggi è un piccolo paradiso tropicale del Messico, ricca di meravigliose spiagge attrezzate, con una bianchissima sabbia e un mare cristallino perfetto per gli amanti dello snorkeling.

Anche in questa isola ci sono due punti di attracco per l’intenso afflusso di navi da crociera: ogni porto turistico ha nelle vicinanze tanti negozi di souvenirs e ristoranti dove si possono gustare deliziosi piatti della tradizione locale. Ma il piatto forte di Cozumel sono le spiagge che si possono raggiungere con taxi o piccoli bus: fate sempre attenzione con le trattative, malgrado i prezzi fissi esposti dei transfer nelle aree taxi, a volte durante il trasporto vi chiedono soldi extra non pattuiti inizialmente.

Playa San Francisco, Playa Encantada, Playa San Martin, Playa Los Cocos e Bonita sono alcune perle della natura di Cozumel , in più c’è anche un parco Eco-Archeologico (Chankanaab National Park) dove ammirare oltre 350 tipi di piante tropicali e fare dello snorkeling davanti alla bianchissima spiaggia.

Per gli amanti della storia è possibile visitare le rovine pre Colombiane Maya situate a circa 30 minuti dal porto denominate San Gervasio Ruins oppure il grande sito archeologico Maya di Tulum nello stato messicano di Quintana Roo (per questa escursione vi consiglio assolutamente quella organizzata dalla compagnia, soprattutto per i tempi).

La compagnia organizza diverse escursioni:

  • gite sul mare con catamarani, per diving e snorkeling
  • transfer sicuri alle spiagge
  • gite in Dune Buggy
  • avventure con le Zip line
  • esperienze con i delfini
  • visite ai siti Maya
  • gite tipo Sightseeing di diverse tipologie.

Per il pagamento dei vostri acquisti vanno benissimo i Dollari statunitensi e a volte anche gli Euro: attenzione quando scendete dalla nave a non portare cibo con voi, perché alla fine del molo vi aspetta un agente con al guinzaglio un cane che intercetta ogni tipo di alimento, che viene sequestrato per “evitare ogni contaminazione“.

Dopo una giornata passata sotto il sole, arriva il coloratissimo tramonto tropicale che però mi ricorda che ormai siamo arrivati al termine di questa bellissima crociera: quanto vorrei non finisse mai ma purtroppo bisogna rassegnarsi alla realtà e tornare a casa.

Al prossimo sogno e sempre a bordo delle nostre meravigliose navi da crociera!

Pic by Maurizio P. for crazycruises.it; editing by Daniela Pisano

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26/03/2019 ore 16.20 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

Maurizio
Maurizio

Contagiato dalla "crocierite", sono un vero appassionato di questo mondo. Nato e cresciuto nel mondo del turismo, comunico in cinque lingue e ho esperienza in tutti i settori alberghieri. Il mio spirito? E' sempre giovane 😉

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