6 tappe curiose in crociera

6 tappe curiose in crociera

Le navi da crociera ci aiutano a scoprire il mondo: ogni giorno un porto diverso, in un Paese differente che ci regala tradizioni e cultura tutte da scoprire. Ma ci sono destinazioni e destinazioni e alcune sono davvero molto curiose. Qualcuna è decisamente visitata raramente perché o completamente sconosciuta o difficilmente raggiungibile. Altre invece, si trovano a pochi passi dai principali porti d’imbarco.

Spesso sono le navi di piccola stazza a proporre itinerari originali e fuori dai ‘soliti giri‘: per qualcuno saranno pure poco attraenti, perché povere di tutti gli orpelli luccicanti e adrenalinici dei giganti del mare, ma di sicuro sono in grado di offrire esperienze a terra interessanti e varie. Ma anche le grandi Signore dei Mari qualche volta ci portano in un mondo di fiaba, sta a noi riuscire a scoprirne gli angoli e le storie più curiose.

Proprio studiando alcuni itinerari mi sono imbattuta in escursioni davvero particolari, affascinanti e strane, per i più svariati motivi. Così le ho raccolte in questo elenco di 6 tappe, tra le più curiose in crociera!

Longyearbyen, la città dove è “Vietato Morire”

6 tappe curiose in crociera
© Einar Storsul

Avete capito bene: non parlo della canzone di Ermal Meta ma del fatto che nella città norvegese di Longyearbyen, tra gli insediamenti umani più a settentrione del mondo, è proprio vietato morire!

Per quanto assurda possa essere questa legge in particolare, esiste un perché molto interessante e comprende non solo gli abitanti ma anche i numerosi turisti che la visitano durante la stagione delle crociere (e non solo).

Introdotta negli anni ’50, la legge fu promulgata quando gli abitanti del luogo – poco più di 2.000 – realizzarono che i propri defunti non si decomponevano nel cimitero. Il motivo? Il troppo freddo congela la terra, tanto che alcuni scienziati sono stati in grado di trovare campioni viventi di influenza nei corpi di persone morte nel 1918.

Ecco perché ad oggi sono vietati nella cittadina funerali e sepolture: le temperature d’altronde, qui sono quasi sempre sotto zero e mantengono il terreno nello stato di gelo perenne (altrimenti detto permafrost), impedendo ai cadaveri di decomporsi: ciò è un rischio sanitario enorme, considerando che anni fa, l’influenza spagnola aveva prodotto decine di milioni di morti, una pandemia a livello mondiale.

Per prevenire nuovi focolai di influenza o altre malattie, è quindi stato vietato morire ed essere sepolti a Longyearbyen.

Se per cause imprevedibili si dovesse morire in città, il cadavere viene trasferito in Norvegia e sepolto: se i locali desiderassero avere i propri cari vicini – caso comunque abbastanza raro – la soluzione è farsi cremare e spargere le proprie ceneri sull’isola, dietro apposito permesso speciale delle autorità cittadine.

Ad oggi nessun cadavere di trova sepolto in cimitero poiché tutti i corpi sono stati esumati e cremati: le croci presenti sono soltanto simboliche.

Potrete scoprire Longyearbyen negli itinerari delle maggiori Compagnie di crociera, oppure negli itinerari delle piccole Compagnie locali: tra le tante segnalo MSC Crociere e l’itinerario in Nord Europa.

Le saline di Uyuni

L’enorme deserto di sale è la più grande distesa salata del pianeta: si stima che contenga 10 miliardi di tonnellate di cloruro di sodio. Situato a 3.650 metri di altezza, la leggenda vuole che degli occhi di sale un tempo inghiottissero le carovane.

In spagnolo sono conosciute come Salar de Uyuni e si presentano al visitatore come un’enorme distesa bianca, abbacinante al sole e sfondo perfetto per foto indimenticabili. Specie al tramonto, quando in un punto particolare coperto da pozzanghere d’acqua, il sole che cade riflette il cielo arancione e rosa negli specchi creati dalle pozze d’acqua.

Le saline di Uyuni si possono visitare durante le soste a Quito degli itinerari alla scoperta dell’Amazzonia, del centro America o delle Galapagos, contattando operatori locali oppure verificando se fattibili anche tramite la stessa Compagnia di crociera. Spesso si possono abbinare come itinerari pre o post crociera.

Llanfairpwllg…che???

6 tappe curiose in crociera
Chris McKenna (Thryduulf) – CC BY-SA 4.0

Qualcuno si chiederà se avessi finito le vocali…ebbene no! Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch è il nome di una cittadina inglese situata all’estremità nord-occidentale del Galles, nella contea di Anglesey.

Un nome – ideato da un ciabattino di nome Menai Bridge – costituito da 58 lettere che ha un significato preciso: “Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tysilio nei pressi della caverna rossa”.

Ha un diminutivo per praticità – Llanfair PG o Llanfairpwll – ma se riuscite a fare un salto alla stazione ferroviaria, ora in disuso e convertita in un negozio di lana e un centro di souvenir, potrete ammirare il cartello con inciso questo nome a dir poco assurdo ed impronunciabile!

La curiosità è che il nome fu creato specificatamente perché il nome fosse il “nome più lungo di una stazione ferroviaria in Gran Bretagna”, con l’intento di incoraggiare l’uso dei treni.

Persino il sito web del comune ha un primato, come dominio più lungo con i suoi 70 caratteri (e a digitarlo vi ci voglio!).

Anche questa località è possibile visitarla grazie agli itinerari delle grandi compagnie di crociera: tra le tante segnalo NCL.

Laggiù dove le auto non arrivano!

C’è una piccola isola al largo della costa centrale dell’America dove le auto non sono ammesse: si chiama Little Corn Island (Isla Pequeña del Maíz) ed è un vero Paradiso per chi cerca il relax completo e un contatto diretto con la natura, tra spiagge di sabbia bianca, mare cristallino e una florida vegetazione. Ci si muove solo a piedi o al massimo in bicicletta ma non è qualcosa di proibitivo, dato che l’isola può essere attraversata nella sua lunghezza in meno di un’ora.

Trovandosi a circa 70 km dalla costa caraibica del paese, è abbastanza difficile da raggiungere, ma rientra negli itinerari di diverse Compagnie.

Tenete in considerazione che oltre alle macchine, sull’isola è impossibile trovare un bancomat e tutto qui si paga in contanti.

Barracuda, squali nutrice e martello, tartarughe marine e aquile di mare sono tra gli esemplari di fauna marina che possono essere ammirati intorno alle isole.

Tra le curiosità: la stagione n.7 dell’Isola dei Famosi, condotta allora da Simona Ventura, è stata girata tra l’altro a Little Corn Island.

Tra le Compagnie che fanno tappa in queste isole segnalo Hurtigruten.

Viaggio alla Mitad del Mundo!


© Diego Delso – CC BY-SA 4.0

Quito, tra le tante meraviglie, ci regala anche questa: si chiama Ciudad Mitad del Mundo ed è presente in numerosi itinerari di crociera.

Si trova nella parrocchia San Antonio del Cantone di Quito, 22 km a nord di Quito: è la zona attraversata dalla linea equatoriale, dove i turisti amano fare le foto con un piede a cavallo della linea tracciata al centro della scalinata rivolta a est e attraverso la piazza. Insomma, un piede nell’emisfero settentrionale e l’altro in quello meridionale.

Nelle vicinanze del monumento, che evidenzia la posizione esatta dell’Equatore, si trova anche il Museo Etnográfico Mitad del Mundo, che permette di conoscere meglio i popoli indigeni dell’Ecuador.

Alto 30 metri, questo monumento fu costruito tra il 1979 e il 1982 per sostituire un monumento più antico e più piccolo del 1936: allora si ritenne che l’equatore ci passasse attraverso ma, secondo le letture dei moderni sistemi GPS, l’equatore si trova in realtà a circa 240 metri a nord della linea segnata. Questo non toglie tuttavia nessun fascino alla storia di questo luogo.

Come per le saline di Uyuni descritte sopra, anche questa tappa fa parte degli itinerari alla scoperta dell’Amazzonia, del centro America o delle Galapagos. Spesso per permettere una visita approfondita di Quito, si possono abbinare come itinerari pre o post crociera.

Christiania, il quartiere utopico di Copenaghen

A Copenaghen c’è un quartiere centralissimo parzialmente autogovernato, che vive ad un proprio ritmo e che si chiama Christiania. Un tempo si viveva rifiutando lo stile di vita materialistico della retta società: tra dieta macrobiotica e uso di marijuana, la comunità autogestita ispirata ai valori della libertà, condivisione e pace, rifiutava il concetto di proprietà privata e di tutte le convenzioni borghesi, una via di mezzo tra fiero anarchismo e ideologia hippie.

Christiania si sviluppa su uno spazio di trentaquattro ettari, nel centralissimo distretto di Christianshavn, uno dei quindici in cui si divide Copenaghen, tra la lunga via Refshalevej e le due sponde del canale Stadsgraven. Ci si accede solo da due ingressi. I magazzini abbandonati e le caserme militari dismesse sono state dipinte in colori sgargianti, ricoperte di murales e graffiti, vere opere d’arte.

Qui le auto sono bandite, così come le droghe pesanti e le armi e non ci sono forze dell’ordine: ai visitatori si chiede prima di tutto rispetto, soprattutto della privacy. Se desiderate fotografare qualcuno è buona educazione usare massima discrezione, chiedendo il permesso per lo scatto.

Oggi è un vero spazio verde e piacevole dove i circa 800 residenti dispongono addirittura di una propria moneta, di un inno e di una bandiera. Ma il suo futuro è sempre incerto, grazie alle pressione dell’esecutivo danese che ne vorrebbe la rimozione.

Potete visitare Christiania quando raggiungete Copenaghen per imbarcarvi o subito dopo lo sbarco: tante grandi compagnie scelgono questo porto per gli itinerari nelle grandi città del Nord Europa o per la tratta nei fiordi. Essendo in centro è decisamente molto semplice visitare, insieme ai soliti monumenti, anche questa parte davvero curiosa della città.

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07/04/2019 ore 17.40 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite. Sono sarda e son dello Scorpione, amo la mia terra perché mi ha insegnato a capire il mare in tutte le sue sfumature!

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