Cagliari, porta del Mediterraneo ed incredibile scoperta grazie al Cagliari Cruise Port!

Cagliari porta del Mediterraneo

‘La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso’.

Fabrizio De Andrè

Cagliari è il capoluogo di una terra a ragione considerata una parte di Paradiso terrestre, ampiamente apprezzata dai turisti che durante tutto l’arco dell’anno vengono qui in visita, richiamati dall’eco della sua storia millenaria e della sua proverbiale bellezza. 

La Sardegna, mitica isola sita nel centro del Mediterraneo, nonostante sia stata terra di conquista di tanti popoli è fieramente legata alle sue tradizioni e alle sue antiche origini, e tra guerrieri, giganti e misteriose costruzioni circolari c’è tanto di cui scrivere e fantasticare, se pensate che fu addirittura indicata da diversi studiosi come la mitica Atlantide.

Città del sole che svetta dai suoi 7 colli sul Golfo degli Angeli regalando panorami mozzafiato, Cagliari è da anni meta crocieristica a mezza via tra est ed ovest negli itinerari del Mediterraneo Occidentale, tra Malta e la Spagna.

Per farne conoscere ed apprezzare sempre più le sue caratteristiche, il Cagliari Cruise Port ha invitato Compagnie di crociera e blogger in una quattro giorni che ci ha permesso di poter conoscere più da vicino uno spaccato di ciò che gli stessi crocieristi, in imbarco/sbarco o semplice transito, possono sperimentare.

Con noi erano presenti;

  • Juan Carlos Trescastro, Senior Director Itineraries Destinations aand Government Relations presso Virgin Cruise Line;
  • Alexander Zeitz, Senior Manager Sailor Experience presso Virgin Cruise Line;
  • James Gardiner, Manager Port Services Planning and Development presso Carnival UK;
  • Neil Cron, Shorex Excursions Manager presso Saga Cruise Line;
  • Carla Salvadò, Marketing Director presso Global Ports Holdings;
  • Anna Rita Secchi, Marketing Manager presso GPH Italian Ports;
  • Antonio di Monte, General Manager presso GPH Italian Ports;
  • Claudia Piredda, Marketing Assistant presso GPH Italian Ports.

Un invito accolto col consueto entusiasmo, a dimostrazione che pur conoscendo una città c’è sempre tanto da scoprire. Questo famtrip è stato occasione per guardare con un occhio diverso la città che ha ospitato i miei studi e che, seppur distando solo 60 chilometri da casa, mi svela ogni volta uno scorcio, un angolo nuovo ed affascinante.

In quattro giorni abbiamo avuto modo di visitare alcuni punti d’interesse storico e paesaggistico del capoluogo isolano, per poi dedicarci alla scoperta del villaggio nuragico sito a Barumini, delle saline Conti Vecchi e del Parco Naturalistico di Molentargius. Ma non solo.

Anche le location scelte per il soggiorno ci hanno mostrato tutta la loro bellezza, offrendoci scorci incantevoli di un territorio davvero unico.

Il porto di Cagliari ha un’enorme fortuna, ossia quella di poter offrire alle Compagnie crocieristiche itinerari ed escursioni con percorrenze minime dal porto d’attracco. Cagliari è porta d’accesso alle meraviglie culturali, storiche, enogastronomiche, artistiche ed architettoniche della Sardegna, famosa nel mondo per i colori del suo mare e le meraviglie della natura.

E noi, in quattro giorni, abbiamo fatto il pieno per gli occhi e per il cuore, godendo di cibo, tradizioni culturali e religiose, natura e panorami.

A Cagliari ad esempio, siamo andati alla scoperta del Museo Archeologico cittadino, sito in Piazza Arsenale. Grazie alla sapiente guida di Daniela, abbiamo potuto godere della vista dei bronzetti nuragici, delle statue della Dea Madre ed ammirare la trasformazione delle raffigurazioni femminili nella preistoria e protostoria sarda.

Abbiamo ammirato le statue dei ‘Giganti di Monte Prama’ – di cui avevo già parlato qui – ed osservato reperti che riportano alla memoria raffigurazioni persino del lontano Oriente, come nel caso del Dio Buono – simile in tutto e per tutto ad un Buddha – e alle statuine di guerrieri che tanto fanno pensare ai samurai giapponesi.

Il nostro pranzo è stato ospitato presso il Mercato di Santa Chiara, recentemente rinnovato e riaperto con una ‘pelle diversa’, studiata dallo
studio Muca, dove accanto ai classici box che vendono frutta e verdura spicca un’isola centrale che domina buona parte del mercato rionale di Stampace.

Un bar-ristorante dal design contemporaneo aperto sino a tarda notte e dove realmente si può fare un pranzo della tradizione realizzato solo con prodotti IGP e di stagione, spesso rivisitati in chiave moderna e presentati in modo superbo dagli Chef Matteo Serreli, dal sous chef Riccardo Angioni e dal pasticcere Alessandro Ibba.

Il tutto a nemmeno un chilometro o poco più dal porto: dall’ingresso possiamo ammirare la sagoma di MSC Divina, quel giorno ancorata in porto.

Un tour in città a bordo del trenino, ci catapulta all’interno del quartiere storico di Castello, che al suo interno custodisce le testimonianze più importanti di età medievale. Ancora oggi buona parte delle possenti mura – parte delle fortificazioni pisane – caratterizzano prepotentemente il volto della città. I racconti della guida Daniela ci fanno immergere nella storia antica di questa città davvero incredibile, soprattutto in questi giorni a ridosso della Festa di Sant’Efisio – di cui vi parlo più avanti – che ha un significato profondo per i sardi ed in particolar modo per i cagliaritani.

Al suo interno sono custoditi gioielli architettonici strepitosi ma parte dell’esperienza è anche solo attraversare le strette viuzze ricche di antichi palazzi signorili: fare una semplice passeggiata al suo interno significa attraversare diversi secoli storici. Un fascino che colpì persino lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, che così descrisse la città:

“La sommità di Cagliari è la fortezza: la vecchia porta, i vecchi bastioni di bella arenaria giallastra a nido d’ape. Il muro di cinta sale su con un’ampia curvatura, spagnolo, splendido e vertiginoso”.

Tra i monumenti che incontrerete spiccano, tra gli altri:

  • la Cattedrale di Santa Maria, principale luogo di culto cittadino e uno dei più importanti monumenti dell’intera Sardegna che custodisce ben sette secoli di memorie storiche.
  • la Chiesa della Purissima, che custodisce un prezioso trittico del 1593;
  • la Chiesa di Santa Maria del Monte, risalente al ‘500, oggi sede del Sovrano Militare Ordine di Malta.
  • la Basilica di Santa Croce, costruita sui resti di una sinagoga, dopo l’espulsione degli ebrei del 1492.
  • la Torre di San Pancrazio, del 1305, la torre più alta di Cagliari, dall’alto della quale si possono ammirare panorami mozzafiato.
  • la Torre dell’Elefante, del 1307, uno degli accessi al quartiere che non potete non ammirare.
  • il Bastione di Saint Remy, con annessa la Terrazza Umberto I , di una bellezza assurda, scenografica ed imponente che domina il porto e il golfo.
  • il Palazzo Regio, detto anche Viceregio, risalente all’epoca pisana, oggi sede della Prefettura e della Provincia di Cagliari ma prima residenza del viceré durante le egemonie aragonese, spagnola e sabauda.

Ma anche nei dintorni della città si possono ambientare escursioni affascinanti che vi posto in ordine di distanza, dalla più lontana alla più vicina.

Barumini

A soli 67 chilometri dal porto, si può visitare Barumini. Durante l’età del bronzo speciali strutture difensive cominciarono a fare la loro comparsa sul territorio. Il loro nome era nuraghe, il cui significato è ‘mucchio di pietre‘ e ‘cavità‘, e di cui non esistono tracce in nessun’altra parte del mondo.

Sono oltre 7.000 i nuraghi (fra torri singole e nuraghi complessi) censiti in tutta la Sardegna e circa 30 solo nel territorio di Barumini: Su Nuraxi è il più rappresentativo nuraghe complesso, costituito da più di una torre ed avente funzione, probabilmente, di difesa, proprio come gli antichi castelli medioevali. Successivamente queste strutture verranno riadattate dagli abitanti che subentrarono ai nuragici.

A Barumini si possono osservare queste strutture circolari di pietra a forma di cono, uniche nel loro genere e Patrimonio Mondiale dell’Unesco, scendendo addirittura all’interno di una delle gigantesche torri, in un percorso non proprio adatto a tutti ma sicuramente d’impatto notevole. Interessante osservare come Su Nuraxi presenti una stratificazione culturale di oltre 2.000 anni.

A poca distanza dal sito nuragico, si trova il polo museale Casa Zapata, complessa residenza fatta erigere dall’antica e nobile famiglia aragonese degli Zapata a partire dalla fine del XVI secolo. Una sua caratteristica fondamentale è che è completamente accessibile a tutti, anche da diversamente abili o persone a ridotta mobilità e, trovandosi completamente al coperto, è totalmente fruibile anche in giornate di pioggia.

La storia di questa residenza viaggia di pari passo con la storia di questa famiglia, i cui membri giunsero in Sardegna nel 1323. Nel 1541 acquistarono la Baronia di Las Plassas, Barumini e Villanovafranca, divenendone signori e poi baroni.

Questa residenza è composta da più edifici, tra cui uno splendido palazzo, con elegante giardino annesso e altri due corpi murari di pertinenza agricola.

Affianco a “Casa Zapata” si può ammirare la Parrocchia della Beata Vergine Immacolata, la cui costruzione fu probabilmente commissionata dalla stessa nobile famiglia aragonese.

Il Polo Museale “Casa Zapata” è organizzato in tre sezioni:

  • la Sezione Archeologica, allestita all’interno del corpo più antico della residenza;
  • la Sezione Storico-Archivistica, allestita all’interno di uno degli stabili costituenti la pertinenza agricola;
  • la Sezione Etnografica, allestita sempre all’interno degli stabili adibiti a pertinenza agricola, dove trova posto anche il “Museo Regionale delle Launeddas”, piccolo spazio dedicato all’antichissimo strumento musicale sardo.

L’allestimento del Polo Museale di Casa Zapata si avvale ora di numerose postazioni multimediali e multilingue (in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo), e di una speciale postazione tattile dedicata ai non vedenti.

Nei dintorni di Barumini si trova Gergei, centro sito in una vallata delimitata tra la Giara di Serri e il rio Mannu. Qui siamo stati ospiti della Cantina Olianas e di Domu Antiga.

La visita alla Cantina Olianas, nel cuore del Sarcidano, ci ha svelato la loro filosofia di produzione di vini di qualità basata sul rispetto per l’ambiente, per la natura e per le persone che ci vivono, producendo vini non solo biologici ma biointegrali, frutto di grande ricerca e di rispetto dell’ecosistema.

La bellissima proprietà si estende su 23 ettari, di cui 19 dedicati alla coltivazione delle viti. Il resto è dedicato alla coltivazione di alberi da frutto e alla produzione di foraggio che alimenta Vegas e Dinette, i loro cavalli da tiro.

La visita ai locali, ci svela un’area dedicata alle anfore di terracotta, che sono sistemate sia sottoterra per il controllo naturale della temperatura, sia fuoriterra, dove il vino fermenta per gravità. Un’area più tecnica e moderna completa la parte della lavorazione; la degustazione di quattro diverse etichette di loro vini ci regala gli ultimi, intensi momenti presso la cantina e i bellissimi paesaggi che ci regala mentre raggiungiamo Domu Antiga, mi ricordano per l’ennesima volta quanto sia fortunata ad abitare in una terra così magica!

Una manciata di case, che somiglia tanto ad un presepe, specie in quelle ore vicini al tramonto, in mezzo a vicoli stretti all’ombra di un campanile sorge questa vecchia casa costruita all’inizio dell’800. Completamente ristrutturata, ospita quattro stanze dove trascorrerà la notte parte del gruppo, ma anche un laboratorio fuori dal tempo, nel quale riassaporare le tradizioni gastronomiche sarde. Qui infatti, mettiamo letteralmente le mani in pasta e quando dico mettiamo intendo tutti, persino i maschietti più compassati e poco avvezzi a gironzolare in cucina e che per un’oretta tornano bambini.

L’allegria che si respira, insieme al profumo del pane appena infornato, lascia lo spazio a noi cittadini del mondo – ricordo che abbiamo inglesi ed americani nel gruppo – di ‘prepararci con le nostre mani‘ la cena, gestendo panadas e seadas che assaggeremo più tardi durante la cena, che sarà tradizionale, genuina e preparata esclusivamente con materie prime del territorio.

I canti tradizionali, le note di launeddas e fisarmonica, accompagnano la fine della cena, il modo migliore per terminare una giornata davvero indimenticabile!

Chia

A soli 44 chilometri dal porto, la meravigliosa spiaggia e il territorio di Chia accolgono i turisti in una sorta di paradiso terrestre, spesso scelta come set naturale e bellissimo di film e spot televisivi.

©Cristiano Cani – CC BY 2.0

Chia era un importante centro fenicio e poi romano, conosciuto col nome di Bithia.

Posta tra una distesa di pini e spiagge mozzafiato per bellezza e colori, questa laguna fantastica si trova a sud di Capo Teulada. Pazzesca la vista divisa tra verdi montagne, le dune secolari e il mare cristallino!

Qui è possibile osservare numerose colonie di fenicotteri che incantano con il loro sgargiante colore rosa e nero delle ali e che, specie al tramonto, regalano incredibili emozioni quando si alzano in volo.

Nora

A soli 30 chilometri dal porto è possibile visitare Nora, uno dei primi stanziamenti fenici nell’isola, la cui fondazione sarebbe opera dell’eroe eponimo Norace.


©Nora Area Archeologica – Comune di Nora

«Gli Iberi, dopo Aristeo, si trasferirono in Sardegna sotto la guida di Norace e da essi fu fondata la città di Nora, e tramandano che questa fosse la prima città dell’isola. Si dice che Norace fosse figlio di Hermes e di Eritheia figlia di Gerione.»

Pausania, Periegesi della Grecia, X, 17,5

Nora era un centro non solo commerciale ma anche amministrativo e religioso che rimase in auge sino al 238 a.C quando i Romani trasformarono gradualmente la faccia della città, che divenne la casa del governo e del consiglio romano.

Con l’occupazione dei vandali intorno al 456-466 AD, fu progressivamente abbandonata a causa anche dei raid che costrinsero gli abitanti della Sardegna a retrocedere all’interno dell’isola.

Si possono ancora ammirare i resti del teatro, dei luoghi di lavoro, dei bagni termali, del foro, delle case dei nobili con i loro mosaici colorati e i resti dell’acquedotto.

Saline Conti Vecchi

A soli 9 chilometri dal Cruise Terminal è possibile visitare le Saline Conti Vecchi, sorte da un sogno, quello dell’ingegnere Luigi Conti Vecchi che riuscì a trasformare una zone infestata dalla malaria in un moderno stabilimento. All’interno dell’area è possibile visitare gli impianti di lavorazione, le saline, ancora in grado di produrre 400.000 tonnellate di sale all’anno, e l’area naturalistica.

Il FAI attualmente ha preso sotto la sua ala la parte delle vecchie fabbriche di sale, trasformandole in un museo molto interessante, ricco di archivi, di manufatti industriali, di un laboratorio di chimica innovativo per l’epoca, dato che ci lavoravano esclusivamente donne.

Le saline ospitano innumerevoli specie di uccelli, tra cui alcune colonie di fenicotteri rosa. Una visita con un trenino, permette di dare uno sguardo più da vicino all’intera area e di avvicinare in modo silenzioso e senza disturbo gli esemplari di fenicotteri che nelle acque della laguna trovano il loro prezioso nutrimento.

Molentargius

A soli 6 chilometri dal porto, il Parco Regionale del Molentargius con le sue saline incanta i suoi ospiti. Noi l’abbiamo visitato a bordo dell’innovativo bus elettrico a zero emissioni, che poi ci ha portato anche ad esplorare la spiaggia cittadina del Poetto.

Il nome Molentargius deriva da ‘su molenti‘, ossia il mulo, in riferimento agli animali che trasportavano il suo sale.

Terminata la produzione nel 1985, il parco fu trasformato in riserva che mostra un sistema di due distese d’acqua, denominate ‘Perdalonga‘ e ‘Bellarosa Minore‘ e dal bacino di sale, denominato ‘Bellarosa Maggiore‘ o Molentargius.

Già nel 1977, la Convenzione di Ramsar riconobbe Molentargius come Zona umida di importanza internazionale, Zona di protezione speciale, Sito di importanza comunitaria, insomma uno dei più importanti ecosistemi in Europa formati da stagni in grado di ospitare innumerevoli specie di uccelli, tra cui una numerosa colonia di fenicotteri rosa.

Festa di Sant’Efisio

La nostra quattro giorni si è conclusa nel giorno più importante per noi sardi, il primo Maggio. Abbiamo avuto il piacere di assistere in tribuna, da una posizione eccellente, alla 363ma Festa di Sant’Efisio, una delle feste più importanti della Sardegna e tra le processioni a piedi più lunghe d’Europa.

Un vero spettacolo per gli occhi e per il cuore, vero fiore all’occhiello superbamente organizzato nei dettagli ed ampiamente apprezzato dagli ospiti inglesi ed americani, rappresentanti importanti di Compagnie di crociera internazionali.

La Festa di Sant’Efisio – il santo guerriero che sconfisse la peste – è una processione che dura ben 4 giorni e che si snoda lungo un percorso di oltre 65 chilometri, il che la rende una delle più antiche e lunghe del mondo. Presto sarà destinata ad entrare nel patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.

Davanti a noi si snoda una processione composta, in cui spiccano volti di donne e uomini fieri ed emozionati, un tripudio di colori incredibili e di abiti tradizionali diversi da paese a paese (ben più di 5.000 persone partecipano alla processione).

Il porto crocieristico di Cagliari

La mia terra di nascita è difficile e non poco da descrivere, data la sua ricca ed intricata storia che si perde nei millenni. La sua natura rigogliosa e spesso unica nel suo genere, regala al cuore i colori vividi del cielo, del mare e dei suoi monti, in un intricato dedalo di mille sfumature che cambiano col cambiare del tempo, spesso ostaggio del maestrale e delle sue raffiche.

Grazie alla sua posizione nel centro del Mediterraneo, Cagliari è inclusa in tantissime rotte crocieristiche che promettono esperienze di grande valore, sia legate prettamente alla logistica che alle esperienze a terra.

Il Cagliari Cruise Terminal occupa 480 mq e sta per essere ulteriormente ingrandito; è dotato di 3 scanner x-ray per i bagagli e 4 per i passeggeri, offre collegamento wi-fi, controllo passaporti, area con parafarmacia e negozi di souvenir e un Guest Information Center.

Chi si imbarca da questo porto ha inoltre la comodità di avere l’aeroporto di Cagliari-Elmas a pochissimi chilometri di distanza – solo 7 km e circa 10 minuti in macchina per raggiungerlo – e una grande disponibilità di posti letto in prossimità del porto d’imbarco, il cui varco d’accesso è situato a 700 metri dal centro cittadino e a 600 metri dalla stazione centrale.

A chi volesse imbarcarsi dall’isola l’aeroporto offre un gran numero di collegamenti, incentivati durante la stagione estiva per reggere alla grande richiesta. In totale l’aeroporto di Cagliari-Elmas è collegato con 22 paesi, offre più di 80 destinazioni, di cui 20 nazionali e 60 internazionali.

Tutte queste caratteristiche rendono il porto di Cagliari particolarmente appetibile come destinazione per le Compagnie che intendono usufruire del turn around.

Interessante anche la pletora di servizi offerti alle Compagnie di navigazione, che va dalle pilotine, ai rimorchiatori, alla gestione bagagli degli ospiti e non solo, al rifornimento di acqua fresca, all’ampia area parcheggio appositamente dedicata alle compagnie di crociera per i bus e gli NCC, a ridosso delle gangway.

L’attraversamento dell’area portuale verso il centro città è garantito dagli shuttle (gestiti dal Cruise Terminal) messi a disposizione dei crocieristi gratuitamente.

I suoi moli possono ormeggiare qualsiasi tipologia di nave da crociera, incluse le navi di nuova generazione, in un numero superiore anche alle 5 unità:

  • il molo Rinascita è lungo 480 metri ad ovest e 450 ad est e ha una profondità massima di 10 metri;
  • il molo Sabaudo, a ovest è lungo 200+250 metri, a est 450 metri e ha una profondità massima di 9 metri;
  • il molo Ichnusa è lungo a sud 270 metri e ha una profondità di 8 metri.

Novità in anteprima per CCP Cagliari

Tutto quanto sopra è parte di un impianto portuale che ha pochi eguali nel Mediterraneo; per il terminal è in corso di approvazione da parte dell’Autorità Portuale di Sistema Sardegna Mare un ampliamento, di cui troverete i rendering proprio nelle immagini qui sotto.

Il progetto dovrebbe venire realizzato entro l’inizio del 2020 e consentirà di gestire tutte le operazioni direttamente ai terminal (controlli di sicurezza pax, check-in di pax imbarcanti, gestione dei bagagli, ecc).

Tutti i servizi turistici di operatori indipendenti sono tenuti lontani dal terminal crociere, al di fuori della zona portuale.

Clima a Cagliari

Le condizioni del tempo sono ottimali per la maggior parte dell’anno e i periodi tra ottobre e marzo, offrono temperature tra i 6,5 gradi e i 22 gradi, con soli 76 giorni di pioggia all’anno. Ecco perché è conosciuta come la Città del sole!

Dove alloggiare a Cagliari

Durante il nostro soggiorno a Cagliari abbiamo alloggiato presso il Gallo Bianco, ottima struttura a pochi metri dal porto, pulita e confortevole. La location ideale per chi vuole trascorrere almeno un giorno in città prima della partenza.

Durante il giorno di visita a Barumini, abbiamo alloggiato in località Gergei presso l’albergo ‘Is Perdas‘, appositamente aperto per la nostra presenza, dato che verrà inaugurato a giugno di quest’anno.

Il luogo è davvero magico e regala un panorama sul territorio ineguagliabile. Presenti inoltre numerosi animali tra cui dei bellissimi cavalli. La location è davvero stratosferica, di una bellezza ineguagliabile e ai ragazzi che lo gestiscono auguro davvero il meglio, affinché il loro sogno possa trasformarsi in solida realtà.

Dove mangiare a Cagliari

Oltre al già citato Mercato di Santa Chiara, non possono non suggerirvi due ristoranti davvero unici, sempre situati a pochissima distanza dal porto e nei quali si possono gustare sia i piatti della tradizione che moderne rivisitazioni, il tutto accompagnato da vini eccellenti del territorio.

Su Niu si trova nel centro cittadino e ci serve una cena sotto le direttive dell’Executive Chef Massimiliano Cocco e dell’Executive Modern Chef Federico Ravot. Vini spettacolari accompagnano una cena con portate di mare complete, dall’antipasto sino al dolce, il tutto immersi in un’atmosfera incredibile.

Su Niu infatti, sorge nel chiostro dell’ex chiesa di San Francesco, con i suoi soffitti a volta e le pareti nude che trasudano storia, coccolati da uno staff d’eccellenza che si preoccupa ogni secondo di farci stare a proprio agio. Ed è proprio ciò che accade, finalmente riusciamo a rilassarci dopo giorni intensi, tanto da terminare la cena in totale ‘folle follia’ bonaria, ovviamente.

Il ristorante che ci ha invece ospitato subito dopo la Festa di Sant’Efisio e che è stato, purtroppo, la chiusura di questa bella avventura, è Sa Schironada, a pochi passi dalla centralissima Via Roma, nel quartiere storico della Marina.

Sarà proprio il proprietario Maurizio Dedoni, discendente da una storica famiglia di ristoratori, ad accoglierci con calore in una giornata frenetica a dir poco per il locali cittadini, presi d’assalto dai numerosissimi turisti presenti in città per l’evento.

Seppure provati dalle intense quattro giornate e dalla concentrazione mia nello spiegare in inglese a James Gardiner, mio vicino in tribuna, i segreti di questa antica processione, intrisi di termini latini che è stato complicato tradurre, ci godiamo questo tipico pranzo sardo a base di materie prime accuratamente selezionate e di qualità. Come il maialino arrosto che si scioglie letteralmente in bocca e gli antipasti della tradizione, ossia formaggi e salumi accompagnati dal miele e da marmellate.

Ringraziamenti

Tutte le belle avventure hanno un termine, l’importante è che rimangano nel cuore per i ricordi bellissimi che mi hanno saputo regalare.

Desidero personalmente ringraziare l’intera equipe del Cagliari Cruise Port, sempre disponibile, che ha studiato in maniera maniacale questo famtrip, regalando anche a me che isolana lo sono di nascita uno scorcio nuovo del capoluogo e dei suoi dintorni.

La mia isola non finirà mai di stupirmi e credo che il grande lavoro svolto sino ad ora dal CCP sia l’esempio fulgido e reale che si può lavorare nell’isola e per l’isola anche nel comparto crocieristico.

A voi tutti, Anna Rita, Antonio, Claudia, grazie davvero di cuore per questa meravigliosa e divertente 4 giorni!

Un grazie anche ai compagni di viaggio, vecchi e nuovi: è stato un piacere condividere risate ed avventure con tutti voi! E come si dice dalle mie parti, A si biri, arrivederci a presto!

Sotto il video di Victoria Balabaeva

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05/05/2019 ore 18.20 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite. Sono sarda e son dello Scorpione, amo la mia terra perché mi ha insegnato a capire il mare in tutte le sue sfumature!

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