Cartagena in un giorno: cosa vedere nella città spagnola

Cartagena in un giorno: cosa vedere nella città spagnola
Cartagena in un giorno: cosa vedere nella città spagnola

Le crociere nel Mediterraneo Occidentale generalmente propongono itinerari variegati: il ventaglio di proposte offerte varia da quello che i crocieristi navigati definiscono ‘solito’ giro, comprendente Barcellona e Marsiglia nella stragrande maggioranza dei casi, sino a toccare porti meno battuti, come Cartagena, Malaga e Gibilterra.

Queste città sono capaci di regalare chicche incredibili, specie se siete appassionati di storia antica come me. D’altronde, moltissime delle comunità che si affacciano nel Mediterraneo si mostrano come veri e propri musei a cielo aperto, spesso Patrimonio dell’Unesco, uno dei motivi che rendono questo itinerario amatissimo dai crocieristi di tutto il mondo.

Cartagena in un giorno: cosa vedere nella città spagnola

Situata nel sud della Spagna, nella comunità autonoma di Murcia, della cui Assemblea regionale è sede, la città di Cartagena si apre di primo mattino davanti ai miei occhi, prima tappa di una crociera nel Mar Mediterraneo di Koningsdam: la nave scorre placida attraverso l’ampia baia, sorvegliata da una serie di possenti fortificazioni. Il sole non è ancora alto ma, dopo un giorno di navigazione, scendere diventa un modo piacevole per ‘staccare’.

Cartagena in un giorno: cosa vedere nella città spagnola

Per capire al meglio Cartagena bisogna conoscerne, seppur in maniera veloce, la sua storia.

Le origini di Cartagena

Questo porto sulla Costa Cálida fu fondato dal generale cartaginese Asdrubale intorno al 220 a. C.: il suo primo nome era ‘città nuova‘, Qart Hadash, e probabilmente, secondo alcune fonti, sorgeva in quella che prima era la città di Mastia.

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Divenne la principale e fiorente città cartaginese in Spagna fino a quando, dopo un breve assedio, noto come ‘assedio di Carthāgo Nova‘, fu conquistata dalle truppe romane comandate da Scipione l’Africano. Fu proprio da quel momento che la città cambiò il suo nome, traduzione latina di quello punico: la sua decadenza cominciò con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

Fece poi parte dell’Impero Bizantino, venne successivamente conquistata e distrutta dai Visigoti, sino alla conquista araba. Recuperò il suo antico splendore durante il regno di Carlo III, che permise la costruzione delle mura della città e dei castelli che la circondano. In epoca moderna, durante la guerra civile spagnola, fu l’ultima città a cadere in mano ai nazionalisti.

Tracce delle dominazioni si possono ancora oggi ammirare in città.

Alla scoperta di Cartagena

Già dal porto si rimane piacevolmente estasiati: poco dopo l’uscita, diverse installazioni mostrano opere che si devono osservare da diversi punti di vista per essere comprese appieno.

Subito dopo, basta attraversare il lungo viale ricco di palme parallelo per arrivare alla possente Muralla del Mar, che delimita il centro storico di Cartagena.

Proseguendo, avrete l’occasione di osservare due imponenti sculture: 

  • El Zulo, alta ben 5 metri e che è stata costruita per commemorare le vittime del terrorismo;
  • la Cola de Ballena, alta 5 metri e larga 8, che compare nelle acque davanti alla darsena di botes del Muelle.

Anche una semplice passeggiata per questo centro permette la scoperta di monumenti storici che ne testimoniano il suo passato: tra le vie di fronte al porto e il centro storico, la giornata scorre placidamente, riscaldata da un sole che va via via riscaldando la pelle.

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Il quartiere antico è testimone dell’architettura moresca e romana. Diversi edifici in stile moderno e neoclassico attraggono l’attenzione, regalando al centro un’atmosfera elegante e raffinata, come Casa Cervantes, Casa Llagostera e Casa Clares; ma ciò che cerchiamo da subito sono i resti degli edifici romani, tra i quali spiccano il Teatro e i resti dell’antico anfiteatro.

Costruito tra il V e il I secolo a.C, il Teatro Romano di Cartagena rimase nascosto per molti secoli, prima di essere riscoperto e restaurato. Potrete ammirare alcuni reperti archeologici all’interno del museo del teatro.

Se riuscite a sostenere la camminata in salita, potete visitare il Castillo de la Concepción, accessibile anche utilizzando un taxi. Un’altra alternativa è l’ascensore panoramico, che copre un dislivello di 45 metri, ossia la distanza tra Gibraltar Street e la cima della collina dove si trova il Parque Torres e il Castello.

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Situato alla base della collina, esattamente dove si trovano i vecchi rifugi della guerra, proprio la base dell’ascensore funge da ingresso al Museo Rifugio della Guerra Civile. La sua cabina panoramica in vetro permette una vista mozzafiato dei luoghi più emblematici della città.

Il costo del biglietto è di 2 euro e di 4,25 euro se si sceglie di pagare anche l’ingresso al Castillo della Conception. Per consultare in maniera dettagliata orari, riduzioni eventuali e la location, visitate il sito ufficiale, dove potrete anche acquistare in anticipo il biglietto.

Il Castillo de la Concepción è la prima struttura, dopo le mura possenti, ad attirare la mia attenzione già dai ponti superiori della nave. È situato infatti nel punto più alto della città ed è stato eretto sul sito di una fortificazione moresca, a sua volta costruita sui resti di un tempio romano.

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La vista da questo punto di osservazione è davvero spettacolare: da una parte di estende la baia – e la Koningsdam da quassù appare davvero immensa. Dall’altra si può ammirare l’interno e diversi colli che circondano la città. Di lato ho la possibilità di osservare i cantieri navali Navantia in lontananza mentre poco sotto di noi si estende il teatro romano. Dall’altra il Castello si intravvede appena, nascosto dietro una cortina di alberi e cespugli.

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Nel parco che lo circonda abbiamo avuto la fortuna di osservare diversi animali che scorrazzano liberamente, tra cui una coppia di pavoni in amore: l’esemplare maschio ha mostrato fieramente il suo rituale di corteggiamento, condito da strani richiami, sfoggiando la sua magnifica e coloratissima coda, mentre la femmina – dai colori decisamente più spenti – era intenta a sollevare un gran polverone per coprire agli occhi di noi indiscreti passanti, il suo nido.

Il sole a picco ci avvisa che abbiamo oltrepassato mezzogiorno e ne approfittiamo per scendere dalle scale, non prima di arrivare effettivamente in cima sino all’ingresso del Centro di Interpretazione della Storia e della Cartagena Medievale.

La discesa è decisamente meno faticosa e ci conduce verso il centro storico, il cui ingresso è presieduto dal Palazzo Municipale, che rimanda all’architettura modernista degli inizi del XX secolo.

Peekaboo!

Qui potrete solamente perdervi tra mille edifici e cattedrali, basta semplicemente percorrere via Mayor, la via principale di Cartagena che ospita numerosi bar e ristoranti ma non solo.

Casa Cervantes e Casa Llagostera, opere dell’architetto Victor Beltrí, il Gran Hotel, sono solo alcune delle ‘bellezze’ moderne della città, tutte da ammirare, testimoni dello sviluppo economico di questa regione dovuto in gran parte all’attività mineraria e all’industria, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX.

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Durante la vostra passeggiata, non potrete fare a meno di notare una miriade di sculture: dai busti che rendono omaggio a personaggi che in qualche modo sono parte integrante della storia della città, ad installazioni modernissime e curiose.

Se vi piace curiosare tra i musei e potete godere di una lunga sosta in porto, eccovi alcune dritte:

  • Museo Archeologico

Costruito attorno al sito di una necropoli funeraria, utilizzata per circa 400 anni dal VII al III secolo a.C., ripercorre la storia della città. Dalla preistoria, alle ceramiche dell’età del bronzo, dai Cartaginesi, ai Romani, ai Vandali, mostrando al pubblico le diverse fasi vissute dalla città nei secoli.

  • Museo Navale

A due passi dal porto, espone numerose mostre sulla storia navale spagnola, per conoscere a fondo il mondo del mare. Dalle caravelle e galeoni, alle moderne navi, persino le uniformi, sino ad arrivare ad ammirare il sottomarino Isaac Peral, il primo ad essere alimentato elettronicamente e ad incorporare armamenti di siluri.

Persino l’edificio che ospita il museo vale una visita: la prigione originale del XVIII secolo fu trasformata in un centro di addestramento navale del XX secolo e il suo design moderno del XXI secolo ha permesso al Museo di vincere dei premi per il design.

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  • Museo Militare

Se siete appassionati del genere, la visita a questo museo non potete perderla! Situato all’interno del Parco Artillery della città, qui si può ammirare una delle più grandi collezioni di artiglieria in Spagna, attraversando una stanza dedicata ai cannoni, una alle munizioni e una sala dedicata all’artiglieria.

Se invece volete assaggiare qualche specialità locale, non perdete il caldero, una sorta di risotto brodoso con pesce – triglia, orata o anche cernia – che viene accompagnato da una salsa maionese chiamata aioli, perché insaporita con l’aglio, a base di olio di oliva e limone: dal sapore molto forte è l’accompagnamento perfetto per questo piatto. Il nome caldero, deriva dal contenitore in cui la pietanza era cotta, generalmente in ghisa.

Visite gratuite

Maggiori informazioni su Cartagena e su altri musei visitabili gratuitamente, sono disponibili nel sito ufficiale di Cartagena Turismo.

Dopo un’intensa giornata in giro per Cartagena è ora di tornare a bordo: un ultimo sguardo nostalgico verso una città che mi ha affascinato, con la speranza di tornarci nel più breve tempo possibile per esplorare tutte quelle zone che, per questione di tempo, non mi è stato possibile visitare.

A presto!

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05/05/2019 ore 00.20 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite. Sono sarda e son dello Scorpione, amo la mia terra perché mi ha insegnato a capire il mare in tutte le sue sfumature!

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