Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa
Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Gibilterra è da sempre considerata la porta del Mediterraneo. Non per niente sin dall’antichità era considerata una delle colonne d’Ercole, limite simbolico delle terre allora conosciute. Ma questo territorio inglese in terra spagnola ha una storia intricata di civiltà e culture che risale a molte migliaia di anni fa. 

Un po’ di storia

I fenici la chiamavano Calpe e solo con il mito di Eracle si giunse a considerarlo il nec plus ultra (non più oltre) scelto dall’eroe greco.

In una delle sue dodici fatiche, Eracle arrivò sui monti Calpe (in Spagna) e Abila (in Marocco), che allora erano considerati i limiti estremi del mondo, oltre i quali ai comuni mortali era vietato il passaggio.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Ercole separò il monte in due parti – le due colonne d’Ercole appunto, di cui una è la Rocca di Gibilterra, l’altra una montagna africana che da alcuni viene indicata col Monte Hacho e da altri con Jebel Musa) – e incise la scritta nec plus ultra.

Gibilterra ha dunque sempre rappresentato il confine ultimo europeo. Il nome attuale invece lo si deve al condottiero berbero Tariq ibn Ziyad che qui vi sbarcò dall’Africa: Jabal Tariq significa appunto monte di Tariq.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Il suo stretto, lungo 60 chilometri e largo ‘appena’ 24 chilometri, è forse la sua caratteristica più affascinante. Qui si fondono Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico e nelle giornate limpide dalla cima della Rocca si può osservare in lontananza l’immenso massiccio del monte Jbel Musa, in Marocco.

Lo spettacolare promontorio della Rocca, risalente al periodo del Giurassico, è il frutto della collisione tra la placca euroasiatica e quella africana, la stessa che trasformò il Mare Nostrum in un mare chiuso.

Gibilterra mostra orgogliosamente ai visitatori la sua impronta british: dalle tradizionali cabine rosse sino alle cassette postali, dagli immancabili pub sino ai soldati in uniforme.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa
Gigi Torre, Presidente Gioco Viaggi, e Cristina.

Oggi la città è incredibilmente cosmopolita, una caratteristica che si nota in maniera particolare nell’insolito dialetto locale, chiamato Llanito – la pronuncia esatta è Yanito. Si tratta di un mix di inglese e spagnolo ma che presenta anche diverse parole italiane, liguri per l’esattezza.

Una cartina della città e molte informazioni sono fornite gratuitamente all’interno del Terminal Crociere. Appena prima di superare la dogana e l’insegna Welcome to Gibraltar, trovate un chiosco: qui, se non volete arrivare a piedi, si può prendere la navetta per il centro.

La lingua ufficiale è ovviamente l’inglese ma essendo situata nella costa meridionale della Spagna, anche lo spagnolo è molto diffuso, mentre l’arabo è parlato da meno dell’8% della popolazione.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Come muoversi a Gibilterra

Gibilterra è realmente piccola e si può visitare a piedi, godendo di paesaggi, profumi, chicche che altrimenti rimarrebbero nascoste agli occhi distratti dall’intenso traffico automobilistico che si registra in città.

Il suo abitato si estende intorno al porto e raggiungere la sua strada principale, la Main Street – lunga un chilometro – richiede dal molo una passeggiata di circa un quarto d’ora. In genere le navi da crociera sostano al molo Nord: qui potete scegliere se prendere un transfer oppure se proseguire a piedi, cosa che abbiamo scelto di fare.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Si prosegue lungo Waterfront Road sino alla rotonda: dovete attraversarla per raggiungere il passaggio ad arco che porta alla piazza Grand Casemates.

Si respira un’aria completamente in questo grande piazzale, diversa dai moderni palazzi e dagli impianti industriali che fino a qui vi hanno fatto compagnia lungo il cammino.

Inizialmente dedicata alle pubbliche esecuzioni, quest’area è diventata il centro di moltissime attività e pullula di negozi, ristoranti e bar.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Da questo punto, specie se avete poco tempo di fermata, potete scegliere: o visitare il Castello Moresco oppure proseguire per la Rocca.

Il Castello Moresco

Per il Castello, da piazza Gran Casemates percorrete pochi metri della Main Street, sino ad arrivare al primo cash point. Dietro trovate le Crutchett’s Rump, le scalette che vi permetteranno l’acceso prima alla Lower Castle Road e poi a Castle Road.

Percorso un po’ impegnativo ma fattibile, soprattutto se il percorso della Rocca lo avete già fatto in precedenti visite.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Il centro storico di Gibilterra, verso la Rocca

Se invece, come noi, preferite ammirare lo spettacolo vertiginoso dalla Rocca, da Main Street basta solo proseguire sempre dritti; durante la passeggiata potrete ammirare diversi punti d’interesse nel centro storico, come ad esempio:

  • la Cattedrale di St. Mary the Crowned (Cattedrale di Santa Maria Incoronata) , costruzione gotica sorta sopra una moschea.

Ancora oggi, all’interno del cortile della cattedrale si possono ammirare le fondamenta di ciò che, durante il dominio moresco, era utilizzato come tribunale. Nel 1820 la cattedrale venne arricchita dalla costruzione della torre dell’orologio.

  • Il Museo di Gibilterra, che espone importanti reperti riguardo le dominazioni succedutesi a Gibilterra. Da non perdere i bagni arabi, i meglio conservati in Europa, e un teschio di una donna di Neanderthal datato circa 100 mila anni fa.
Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Intorno al museo, in pieno centro storico, ancora oggi si possono si possono ammirare diverse fortificazioni britanniche, mentre la maggior parte degli edifici di costruzione spagnola e araba sono stati spazzati via nel XVIII secolo. Oggi della presenza araba rimangono solo pochissimi esempi, come il castello moresco.

  • la Cattedrale Anglicana Holy Trinity (della Santa Trinità), cattedrale anglicana dall’architettura moresca.
  • the Convent, residenza ufficiale del Governatori di Gibilterra sin dal 1728, ex Convento dei frati francescani, da cui il nome.

Durante la settimana, qui è possibile assistere al cambio della guardia; è un edificio interessante, nel quale ammirare il classico stile georgiano ma con visibili influenze vittoriane.

  • la King’s Chapel, situata di fronte al Convento, dove all’interno si possono ammirare i colori di diversi reggimenti britannici; qui giacciono i resti della moglie del governatore spagnolo del 1648, insieme a quelli di due governatori britannici. Una vera e propria oasi di pace nella caotica Main Street.
  • la John Mackintosh Hall, un centro culturale che comprende un teatro, una libreria pubblica e una sala conferenze. Le altre sale ospitano esibizioni e altre funzioni pubbliche.  

Arrivati alla fine della Main Street, alla rotonda prendete Trafalgar Road, strada che porta direttamente in Europa Road, dove si trova la cabinovia che vi permetterà un facile accesso alla Rocca, senza troppi sforzi, ottimo compromesso per chi, come i crocieristi, non ha tanto tempo da dedicare alla camminata in salita.

All'interno, sotto i colori di diversi reggimenti britannici, giacciono i resti della moglie del governatore spagnolo del 1648, insieme a quelli dei governatori britannici O'Hara e Campbell, sepolti rispettivamente nel 1802 e nel 1813. Un'oasi di pace aperta al pubblico accanto alla trafficata Main Street. All’inizio destinata ad essere la cappella cattolica romana nel convento francescano nel 1532. La data del 1560 all'ingresso si riferisce probabilmente alle principali riparazioni e al nuovo campanile costruito dopo l’incursione dei pirati del 1540.

La Rocca si può raggiungere anche con uno dei tantissimi servizi presenti in città. State sicuri che vi identificheranno come turista all’istante e vi illustreranno i loro servizi urlando come ossessi.

Questa perlomeno è la mia esperienza: in modo particolare sono rimasta molto urtata dal comportamento incivile di un tale che, pur facendoci capire che non capiva l’italiano, cosa non vera, ci ha elegantemente urlato nelle orecchie mentre eravamo in fila alla stazione della cabinovia.

Dopo averci portati allo stremo della sopportazione – vi assicuro che sentirsi urlare continuamente addosso non è proprio piacevole – gli è stato fatto notare che la doveva piantare, che avevamo capito perfettamente ma che non ci interessavano i suoi servizi. Soprattutto dopo tutte quelle insistenze.

A questo punto, girandosi stizzito, ci ha mandato ‘a quel paese‘ – per essere eleganti – in perfetto italiano. Da evitare!

Il Complesso delle Grotte di Gorham e la Rocca di Gibilterra

Complesso delle Grotte di Gorham è il nome dato all’area di circa 28 ettari sul lato est di Gibilterra, dal livello del mare fino alla cima della Rocca.

Sin dal 2016 è stato iscritto come Sito Patrimonio dell’Umanita’ UNESCO, in virtù della sua eccezionale testimonianza dell’occupazione, delle tradizioni culturali e della cultura materiale di Neanderthal e delle prime popolazioni umane moderne per un periodo di circa 120.000 anni.

A far da cuscinetto a questa zona è la Riserva Naturale di Gibilterra: insieme costituiscono ben oltre il 40 % del territorio.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Le passeggiate lungo questi sentieri sono davvero piacevoli ma soprattutto vi permetteranno di osservare più di 600 specie vegetali.

Arrivare in cabinovia alla sommità della Rocca richiede circa 6 minuti di salita, ed altrettanti di discesa, che lasciano senza fiato. Io soffro notoriamente di vertigini, eppure mi son fatta forza e mi son sistemata proprio nella finestra che volge lo sguardo verso il Marocco, osservando lo spettacolo del mare e delle navi che transitano nello stretto diventare sempre più piccole. Ovviamente ben salda sui piedi e tenendomi in maniera spasmodica ai sostegni!

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Lo spettacolo dagli oltre 400 metri della Rocca è semplicemente strepitoso, specie per chi, come me, è la prima volta che lo vede! A volte, quando il vento soffia da Ovest, è possibile anche ammirare le migrazioni dall’Africa verso l’Europa dei rapaci e delle cicogne.

Ma la riserva è famosa anche per i suoi dispettosi abitanti, le scimmie selvatiche introdotte nei secoli scorsi dall’Africa e ora sua caratteristica più nota.

Le bertucce di Gibilterra

Le bertucce di Gibilterra appartengono alla specie Macaca sylvanus, unica popolazione di scimmie selvatiche in Europa. Attualmente se ne contano circa 230 esemplari che vivono divisi in 5 clan.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Bisogna prestare attenzione ed è bene non toccare le monos – scimmie in llanito – seppure mostrino di tollerare la presenza umana. Ma specie le madri con i piccoli sono particolarmente ansiose e potrebbero diventare protettive.

Ci è capitato, proprio mentre aspettavamo il nostro turno per scendere, di osservare un piccolo in un angolo, visibilmente spaventato. In suo soccorso è prima arrivato l’anziano del gruppo, con la sua faccia truce sempre imbronciata, e poi la madre che si è subito assicurata di confortare il piccolo prendendolo tra le sue braccia e poi consentendo all’anziano di spulciarlo.

Appena arrivati invece, abbiamo osservato un esemplare che è saltato sulle spalle di un turista munito di zaino; l’animale ha subito provveduto lestamente ad aprire la zip e a frugare all’interno, scappando poi con il suo tesoro tra le mani.

Simili episodi accadono spesso, perché le scimmie, a cui è vietato dare da mangiare ma solo da pochi anni, sono abituate a cercare cibarie all’interno degli zaini e sono attratte da oggetti colorati e strani ai loro occhi, come cellulari, porta cellulari, pochette e cose simili. Fate dunque attenzione.

CURIOSITA’: una leggenda narra che il dominio britannico su questo antico territorio duri finché le monos saranno presenti nel territorio. Ecco il motivo per cui, quando il piccolo branco tende a diminuire troppo, gli inglesi rimpinguino i branchi con esemplari provenienti dall’Africa.

Altri punti d’interesse a Gibilterra

Sono diversi i punti d’interesse nella penisola di Gibilterra. Dovunque girate lo sguardo troverete sicuramente qualcosa d’interessante da fotografare. Eccovi altri itinerari:

  • situati nell’estremità nord della Rocca, i Siege Tunnels sono un complesso sistema di gallerie, lunghe oltre i 70 chilometri, scavate nella parete rocciosa durante il Grande Assedio dai soldati britannici tra il 1779 e il 1783.
  • il cimitero di Trafalgar, luogo chiave della storia della città, commemora gli eroi britannici caduti a Gibilterra in seguito alla battaglia anglo-francese/spagnola di Trafalgar, tragico conflitto navale del 1805.

Nel cimitero sono sepolte solo due vittime della cruenta battaglia ma ogni anno viene svolta una cerimonia che commemora la vittoria di Lord Nelson.

  • Alameda Wildlife Conservation Park: ospita una collezione botanica di specie esotiche e autoctone ed è l’unico parco naturale a Gibilterra.

Attraverso programmi di selezione di riproduzione in cattività, si cerca di partecipare allo sforzo internazionale per la protezione di specie rare e in via di estinzione.

Oltre alle piante, qui inoltre ci si prende cura di animali esotici confiscati dagli uffici doganali di Gibilterra o in prestito dagli zoo internazionali,. Un’operazione nata per sensibilizzare ed educare alla conservazione delle specie a rischio di estinzione. L’ingresso per gli adulti è di 5 euro, 2,50 per i bambini.

  • St Michael’s Cave, a circa venti minuti di camminata dalla funicolare è stata avvolta da sempre da una leggenda.

Si è sempre creduto che la grotta non avesse fondo e che custodisse un passaggio sotterraneo sotto lo stretto che la collegasse all’Africa. I macachi avrebbero colonizzato la penisola passando proprio da questo passaggio misterioso.

Pensate che questo racconto ha origini antichissime, dato che anche uno dei primi geografi che visse all’inizio dell’era cristiana, Pomponious Mela, parlò della grotta nei suoi scritti che descrivevano il mondo allora conosciuto.

Ma sono diverse le storie che si intrecciano intorno alla Grotta di San Michele: una tra le tante, racconta del colonnello Mitchell e di un altro ufficiale. Discesi nella grotta non furono più rivisti.

La grotta è oggi aperta ai visitatori ed è inoltre utilizzata come auditorium per concerti, balletti e spettacoli teatrali di sicuro impatto.

Shopping a Gibilterra

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

La Main Street è il luogo perfetto nel quale spulciare tra una miriade di negozi, dai grandi marchi, ai negozi di souvenirs e, perché no, una puntatina in uno dei più classici pub inglesi. Nelle vetrine, spesso e volentieri, trovate dei cartelli che danno il benvenuto ai crocieristi: in bella mostra il nome della nave in porto e la possibilità di approfittare degli sconti dedicati.

Ricordate che i negozi hanno un orario continuato che è un pochino differente dal nostro: aprono intorno alle 10 del mattino e chiudono abbastanza presto, intorno alle 18.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Per me isolana è sempre strano osservare questi orari: da me chiudono sempre o alle 20.30 oppure alle 21, anche se si osserva, per la maggior parte degli esercizi commerciali, una pausa dalle 13 alle 17, a causa del gran caldo estivo.

Durante la nostra passeggiata di rientro dalla Rocca infatti, moltissimi esercizi commerciali erano già chiusi o si apprestavano a chiudere. Inoltre bisogna sottolineare che la domenica è tutto chiuso e il sabato si osserva solo mezza giornata di apertura, con chiusura alle 13.30.

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Se desiderate approfondire ulteriormente tutte le tappe suggerite ma anche altre che per motivi di spazio non è stato possibile inserire, potete visitare anche il sito ufficiale di Gibilterra a questo link; all’interno sarà anche possibile prenotare direttamente le attrazioni preferite e saltare le lunghe file, specie per la funivia, sempre gremitissima di crocieristi e turisti.

Abbiamo parlato di Gibilterra anche in un altro post nel blog.

Note: la visita a Gibilterra era parte dell’itinerario di Koningsdam a maggio, crociera in collaborazione con Gioco Viaggi, Tour & Cruise Operator che ringrazio per aver costruito una crociera a dir poco perfetta! Un ringraziamento particolare al suo Presidente Gigi Torre, per essere stato una guida super in questa tappa e a tutti i miei compagni di viaggio fantastici.

Per ulteriori informazioni su questa o altre navi della flotta, su itinerari e/o prenotazioni, contattate Gioco Viaggi al numero 010 5531169 o consultate il sito ufficiale.

Pin it!

Gibilterra, oltre le colonne d’Ercole verso l’Africa

Follow @CrazyCruises

Hai trovato interessante questo articolo? Lascia il tuo mi piace o un tuo commento o una tua condivisione per aiutarmi a crescere: a te non costa nulla, a me aiuta tantissimo 🙂

Licenza Creative Commons

29/07/2019 ore 10.20 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite. Sono sarda e son dello Scorpione, amo la mia terra perché mi ha insegnato a capire il mare in tutte le sue sfumature!

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInPinterestGoogle PlusYouTube

Pubblicità

Pubblicità