Vita da membro dell’equipaggio: quello che non vedrete mai!

Lavorare su una nave da crociera non è semplice e non è nemmeno così affascinante così come abbiamo sempre pensato che sia, così come ci hanno abituate le serie televisive, come il famoso “Love Boat“.

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

Vita da membro dell’equipaggio: quello che non vedrete mai!

La vita come membro dell’equipaggio è molto faticosa, perché le ore lavorative son tante e non esistono sabati e domeniche: certamente, la maggior parte di chi fa questo genere di vita ci fa l’abitudine e comunque sia è un’esperienza davvero unica, che fa nascere amicizie durature e amori, nonché permette di visitare il mondo (nonostante non tutto il personale possa scendere a terra ad ogni porto).

Cambia anche il modo di viverla: ci sono enormi differenze tra membri dell’equipaggio a seconda della mansione a bordo. I più fortunati? Non è difficile capirlo, sono certamente gli ufficiali di bordo.

Come potete ben immaginare, soprattutto nelle mega-navi, come quelle più grandi del mondo, i membri dell’equipaggio son talmente numerosi, oltre i 2.000, che da soli formerebbero un piccolo paese multilingue, con abitudini alimentari,culturali, religiose, diverse, che spesso possono diventare un vero problema.

Ma cosa succede dunque dietro le quinte, nei reparti a loro esclusivamente dedicati?

Staff e crew, una sostanziale differenza

I membri del crew di bordo* son tutte quelle figure professionali, come i camerieri, i bartender, i cabinisti, chi lavora in cucina, in lavanderia etc, mentre lo staff è composto da animatori, chi lavora nei negozi di bordo, musicisti, dirigenti e, ovviamente, ufficiali.

Il trattamento a bordo non è uguale per tutti: più stai in cima alla scala più sarai trattato meglio, avrai un alloggio più agevole, in posizione migliore etc.

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

Le cabine di chi lavora a bordo e che stanno nelle cabine sotto la linea di galleggiamento, sono cabine dormitorio a 2/4 occupanti: perlomeno, rispetto al passato hanno il bagno all’interno della cabina, a parte qualche eccezione.

Ad esempio, i miei contatti su Costa Diadema mi informano che, nonostante sia l’ultima nave della Compagnia, battezzata proprio a fine 2014, i bagni delle cabine del Crew sono in comune, sistemati uno in mezzo a due cabine!

Un altro particolare interessante che tiene ancora più divisi Crew e Staff è il fatto che il Crew si deve anche pulire cabina e deve farsi letti, e hanno una persona che è addetta proprio al controllo delle cabine, che devono trasudare ordine e pulizia, mentre per lo Staff non è previsto, le cabine vengono pulite dai cabinisti.

*sono stata corretta proprio da un membro dell’equipaggio, perché io in italiano ho sempre sentito parlare della Crew di bordo, quindi al femminile, ma loro quando ne parlano lo fanno al maschile, quindi il crew di bordo

A&B Deck

Il ponte delle cabine sotto la linea in gergo viene chiamato B-Deck, mentre l’A-Deck è quello sopra la linea di galleggiamento e ospita gli ufficiali, che occupano una cabina singola (nella maggior parte dei casi).

Nei racconti di chi lavora a bordo si intreccia l’orgoglio di aver fatto parte di una flotta e di aver regalato momenti indimenticabili agli ospiti, ma anche quanta difficoltà possa avere chi vive per circa 9 mesi all’anno in una cabina minuscola, dove la privacy non esiste per nulla.

Ci sono Compagnie e Compagnie, navi e navi: le più nuove in genere hanno anche cabine più confortevoli, anche se mai come quelle dei passeggeri,ma certamente ci sono anche cabine solo per 2, dotate di ogni comfort e magari in stile moderno.

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

Tuttavia tengo a sottolineare che non tutte le navi hanno questa divisione: ci sono navi di diverse Compagnie che invece di distinguere A&B Deck, usano i numeri.

Le cabine degli ufficiali sono sempre le più “fortunate” come posizione, anche perché per evidenti problemi di necessità, sono molto vicine al ponte di comando, mentre a volte le cabine degli animatori, quindi del personale dello Staff, possono trovarsi in un piano intermedio (come ad esempio su Costa Fascinosa, dove sono alloggiati in cabine interne al ponte 5 in mezzo alle cabine dei pax).

Gli spazi esclusivi

Gli spazi dove l’equipaggio si può rilassare sono a loro uso esclusivo, come mensa e bar, nessun passeggero può entrare MAI, ma anche all’esterno ci sono degli spazi dedicati, sebbene di dimensioni davvero minime, come la piscina (minuscola) e lo spazio per godere del sole.

Sono fondamentali, se pensate che non tutti a fine turno possono girare liberamente per la nave, come invece possono fare gli ufficiali e i membri dello Staff (reception, tour escort etc), che invece possono accedere agli spettacoli, ai ristoranti di bordo e possono anche rilassarsi in discoteca (dove spesso li vediamo insieme al personale che fa parte dell’animazione, sempre con il tag name appuntato, anche se non si è in divisa).

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

Una delle cose che possono pesare di più sono sicuramente i turni di lavoro: spesso 12 ore di fila, senza feste comandate, sabati o domeniche che tengano, senza giorni di riposo in molte occasioni.

Ecco perché riuscire a scendere a terra ogni tanto è davvero importante: si torna coi piedi per terra, si cambia aria, si approfitta per fare acquisti personali di materiale che a bordo costerebbe tantissimo, magari per compare qualche medicinale o semplicemente per potersi collegare con casa utilizzando una connessione Wi-Fi, libera e più veloce dei collegamenti di bordo, costosi e lenti (nella stragrande maggioranza dei casi).

Chi lavora in turno, proprio mentre la nave è attraccata, difficilmente riuscirà però a scendere a terra, mentre se si hanno un paio d’ore di riposo, si riesce a fare un giro veloce e a prendere un po’ d’aria diversa. Più possibilità di scendere a terra la hanno i membri del Crew che fanno parte del cast artistico oppure coloro che lavorano nei negozi o nel casinò (questo perché i casinò e i negozi di bordo quando la nave è attraccata sono chiusi).

La cosiddetta “febbre da cabina” viene allontanata fornendo loro un programma sociale e d’intrattenimento dedicato: così dicono le Compagnie; i racconti che ho sentito con le mie orecchie dicono tutt’altro ma in linea generale è il carattere di ognuno che fa tanto la differenza tra l’impazzire chiusi tra le 4 mure e il passare comunque sia 9 mesi tranquilli, seppur faticosi.

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Gli stipendi

Vitto e alloggio son garantiti dalla Compagnia per cui lo stipendio che si riceve rimane quasi integro: si pagano solo i collegamenti internet (a meno che non si aspetti che la nave sia in porto e si sfrutti il free Wi-Fi) e la lavanderia (tranne per la divisa).

Ma anche in questo caso ci sono dei distinguo tra le varie Compagnie: in alcune infatti, nel vitto e alloggio le bevande non sono proprio incluse (a parte l’acqua dei dispenser senza sale e alcuni succhi a dispenser ) e per la lavanderia, hanno a disposizione le lavatrici tipo Self Service, che non sono a pagamento.

Il resto o viene inviato a casa oppure lo si spende a terra, anche se più di un certo tanto a bordo non si può portare, dato lo spazio esiguo della cabina.

Soprattutto per il personale che viene dai Paesi asiatici, dove al cambio lo stipendio conviene, mentre per il personale europeo è un po’ più difficile: o si arrotonda con le mance dei passeggeri oppure possiamo affermare con sicurezza che lo stipendio non è certo dei più appetibili, specie per il tipo di vita che si fa (da questo discorso tolgo gli ufficiali di bordo e i dirigenti) e i sacrifici a cui si va incontro nei circa 9 mesi di mare.

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

La durata del contratto

Anche in questo caso ci sono dei distinguo: normalmente variano dagli 8/9 mesi per i dipendenti provenienti dai Paesi Extra-Europei, dove vige una diversa legislazione in materia di contratti di lavoro,mentre per gli Europei la durata normale è di 5/6 mesi.

Per quanto riguarda gli italiani, i miei contatti mi dicono che non si possono superare i 6 mesi a meno che non si venga spediti in qualche nave che solca i mari Asiatici, dove si può estendere il contratto sino ad un massimo di 9 mesi (stabiliti per legge). Non si può estendere, ad un italiano, un contratto oltre i 9 mesi, senza le dovute (e sudatissime) pause di riposo di diversi mesi.

Disney cerca personale per le cucine di bordo

 Il linguaggio del Crew

Ebbene sì, l’equipaggio ha un suo gergo, che si usa tranquillamente quando non ci si deve far capire dai passeggeri, sia esso legato alla stessa sicurezza degli ospiti, ma anche a comunicare tra di loro: qualcuno mi ha raccontato anche che ci sono diversi tipi di linguaggio, a seconda di dove si lavori: un mix di lingue non poteva non far nascere un mix di slang e modi di dire.

E’ così che scopro che con il termine “camicie” si intendono gli ufficiali (ma non in tutte le Compagnie), col termine “F&B” significhi tutto ciò che riguarda alimenti e bevande…solo per citarne alcuni, cioè quelli che si possono riferire!

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

Un party della crew

Amore a bordo 

In ogni ambiente di lavoro spesso si può incontrare l’uomo o la donna della vostra vita, figuratevi quando lavorate in un’isola galleggiante come è una nave da crociera, piccola o grande che sia, è davvero difficile non cedere alle frecciatine di Cupido: sarà a causa della lunghezza dell’ingaggio e dal fatto che dalla nave non si può scappare e che gli ambienti siano quelli che sono…le occasioni non mancano affatto.

Pensate solo alle occasioni che possono capitare a bordo e a quanto può essere difficile riuscire a trovare una cabina di 4 persone libera proprio quando vi occorre!! Uno strazio direi!

Oltre al fatto che è vietato qualsiasi contatto di questo genere tra passeggeri ed equipaggio: nessun componente dell’equipaggio può entrare in una cabina degli ospiti a meno che non sia per una ragione valida (sicurezza o salute!): di fatto è anche vietato anche solo agganciare o contattare durante una serata o in qualsiasi parte della nave un passeggero, poiché c’è lo sbarco immediato, cioè il licenziamento in tronco: e su questo punto non si transige, la severità è al massimo.

Al contrario di ciò che avviene tra il personale, dove tutto rimane comunque ben nascosto dagli occhi degli ospiti.

Vita da membro dell'equipaggio: quello che non vedrete mai!

Il bar della crew

Certamente non si può dire che tutto ciò non accada, ma se si viene scoperti sono guai seri!

Mentre per quanto riguarda l’equipaggio…tutto ciò che succede tra l’equipaggio rimane tra l’equipaggio!

Quando vi ritroverete a dover pagare le mance di bordo, fate un pensierino sulla vita che per tanti mesi questi ragazzi fanno e poi agite secondo coscienza: pensate ancora che quegli 8 euro in più delle mance obbligatorie non siano meritate?

Per la stesura di questo articolo ringrazio vivamente e di cuore i miei amici del Crew che lavorano per diverse Compagnie di crociera, a volte diversissime tra loro. Buon lavoro ragazzi, senza di voi una crociera non sarebbe ogni volta una favola. 
Da parte mia e delle mie colleghe, sia allo Staff che al Crew, va il mio sincero GRAZIE.
Ovviamente ogni Compagnia è a sé, così come ogni nave e ogni equipaggio, che ha maturato a bordo la sua esperienza personale, con regole ed ingaggi diversi anche nella stessa Compagnia, ma diverse da nave a nave.

©Photo: work on cruise ships,taken by the wind,cruises hip jobs blog, Wikipedia

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06/02/2015  ore 23.20 – “Post protetto da Licenza Creative Commons International CC BY-ND 4.0″

Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite

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22 pensieri su “Vita da membro dell’equipaggio: quello che non vedrete mai!

  1. carlo

    e un lavoro che amo e vi invidio non esiste lavoro piu’ bello di girare il mondo e conoscere migliaia di amici sparsi x il mondo

    Rispondi
  2. Antonio

    Vivere a bordo e’ una farsa…
    E’ recitare continuamente per tanto tempo un ruolo che ci si crea da se’, e che assolutamente esula dal lavoro che si e’ chiamati a svolgere… in altre parole e’ prendersi in giro da soli..!!!
    Non trapela quanto schifo c’e’ nel Crew e nello Staff a proposito del tema ”Amore” e non solo…
    Non manca mai la gentaglia quali vere e proprie ”tope da nave”, che sembra che a casa non conoscessero cosa fosse il sesso e si lasciano bruciare sessualmente a bordo (punti di non ritorno) in nome della loro libertà’ socio-economica; ”mafiosi”, che ti ricattano o ti ostacolano (lo fanno con i più’ deboli caratterialmente) per ottenere cio’ che vogliono, abusando dei duties che il loro ruolo prevede; i vigliacchi e le spie, che coprono o favoriscono tutto cio’ senza battere ciglio, aspirando a promozioni che garantirebbero loro qualche dollaro in più’.
    Se non ci fosse regolamentazione ”da terra” sarebbe un sistema sociale destinato a collassare….
    E comunque i controlli affinche’ il sistema funzioni sono sempre troppo pochi…

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    1. admincrazyadmincrazy

      Ciao Antonio, grazie del tuo commento. È un sistema che ti può inglobare, come tanti altri in cui si lavora in gruppo e a stretto contatto. Da un certo punto di vista posso essere d’accordo con te… ma dall’altro, conoscendo personalmente membri del Crew, son sicura che, per fortuna, non sia tutto uno schifo totale. Conosco episodi su cui ho sorvolato per ovvi motivi di riservatezza, ma credo che l’intelligenza delle persone faccia la differenza reale. Se sei una poco di buono fuori lo sei in nave…chi si brucia in questi modi forse ha seri problemi anche fuori, nella cosiddetta vita reale. I baroni mafiosi…quelli li trovi dappertutto purtroppo.. auspico più controlli, ma credo che…quello che succede tra il crew rimane tra il crew sia l’ostacolo più grande di fronte a controlli anche più serrati. È una scelta di vita che si prende per inseguire un sogno all’inizio…quando ti rendi conto che non tutto è rosa e fiori, e succede parecchio in fretta, il sogno romantico si trasforma alla svelta e o ti adatti o sbarchi..poi dipende anche ripeto dal carattere di una persona , di quanto riesca a legare a bordo..si crea un Micro mondo nel quale sentirsi protetti, ma nel quale tutto è amplificato dai ritmi alienanti e dallo spazio ristretto.

      Rispondi
      1. Antonio

        Ciao Admincrazy,
        parli alla persona sbagliata…
        I crew members in gamba di chi parli tu, e ne conoscono tanti anche io, non bastano come eccezione di una regola che invece sembra essere autoimpostasi da anni.
        Sono d’ accordo con te sul fatto che se vali poco a terra varrai ancora meno in nave, nel ‘microcosmo’, ma scusami, cara, chi ha detto che si deve creare a tutti i costi questo ‘microcosmo’????
        I rapporti umani, e a scaturire quelli professionali, dovrebbero basarsi prima sul rispetto di se stessi e poi su, come logica conseguenza, su quello degli altri.
        Da questo, cara, non si può’ prescindere, ovunque tu (e un tu generico.. 🙂 ) viva o lavori.
        Se lo si fa e’ perche’ lo si accetta, e non si fa nulla contro questo sistema.
        E’ un tacito consenso alla sporcizia, l’esaltazione dell’ipocrisia, e’ abbassarsi al niente.
        In altre parole, cara, e’ regredire a quasi un milione di anni fa, quando gli uomini delle caverne mangiavano carne cruda ed erano più’ animali che umani.
        Questo ci ha insegnato la storia e la vita??????
        No grazie.
        Il sogno di vita di cui parli non ha nulla a che fare con questo.
        Fidati (e lo so per personale esperienza, visto che navigo da un po’ di anni…) che chi si adatta, e siamo tanti, non sempre a bisogno di crearsi degli alibi per giustificare la propria viltà’.
        In altre parole se uno vuole riesce a salire a bordo e a scendere a casa arricchendosi di esperienza, non impoverendosi.
        E’ che fa comodo seguire, oggi più’ che mai, la strada più’ facile che qualcun altro ha tracciato per te.
        Se si ha bisogno di sentirsi protetti si stia a casa, dove c’e’ in generale chi ti vuole bene davvero.
        Ti saluto

        Rispondi
        1. admincrazyadmincrazy

          Antonio, io come ho scritto nell’altra risposta, son molto d’accordo con te in tanti aspetti, in altri no.
          I tacito consensi non fanno per me, anche per questo ho deciso di scriverci su un pezzo, nonostante sia edulcorato da tante cose per ovvi motivi.
          Grazie per il tuo prezioso contributo!

          Rispondi
          1. Daniela PisanoDaniela Pisano Autore articolo

            Hai fatto benissimo! Sono una sognatrice di natura, ed anche per questo ho aperto il blog su un mondo che ho sempre adorato, ma nascondere la testa sotto la sabbia, no grazie 🙂

  3. Antonio

    Niente contro i sogni Daniela….
    Ma a bordo contano poco, e chi ce li ha li vende.
    Ti invito a fare un anno d’esperienza personale a bordo e poi lo vedrai con i tuoi occhi.
    Comunque grazie ancora dell’interesse, l’articolo era molto bello comunque.
    Dovevo mostrare l’altra faccia…era doveroso, per non illudere nessuno..
    Ciao cara

    Rispondi
  4. Gaspare De Pasquali

    Articolo bellissimo ed interessante. Ho apppreso cose che non sapevo. Il personale confida tutto fuorché loro abitudini sessuali. Solo animatori fanno i provoloni sfacciatamente. Ma anche qui dipende dalle Compagnie, come anche educazione dell’equipaggio. Io penso che quando si va in Crociera bisogna scordarsi Il Mondo esterno e le schifezze riportate Sulla Nave (omnia munda mundis)

    Rispondi
    1. Antonio

      Un pensiero un po’ ambiguo il suo, sig. Gaspare.
      Lei a casa sua confida le sue abitudini sessuali a qualcuno che non conosce????
      E perche’ a bordo si aspettava che fosse così???
      Non esistono due mondi, interno ed esterno, ma delle persone che lavorano temporaneamente in un contesto e poi tornano a vivere in un altro con ritmi e inputs molto diversi.
      Se si e’ capaci di fare cio’ lo si fa, seno’ meglio fare qualcosa per cui si e’ portati.
      Le schifezze di cui parla lei restano in nave, a meno che qualche faccia tosta come il sottoscritto non le voglia raccontare fuori…

      Rispondi
  5. Ceci

    Ho amato tantissimo il mio lavoro a bordo e ogni volte che penso a quegli anni mi vengono i lacrimoni…. Sei stata davvero brava nel spiegare la nostra vita a bordo, e mi auguro che la gente Capisca che è un lavoro o meglio una passione…

    Rispondi
  6. Pingback: « S’il te plaît, raconte-moi la vie de marin sur la CONCORDIA.  SAINT-EXUPÉRY – presque | «Monique-Mauve

  7. Andrea

    Buongiorno a Tutti i partecipanti questa discussione,

    Visto che sono ormai 12 anni che lavoro sulle navi da crociera, posso dire la Mia?
    In questi 12 anni ho cambiato ben 3 delle compagnie di navigazione piu’ famose al mondo e senza dubbi ogni Compagnia ha i suoi pro’ e contro. per quanto riguarda l’ equipaggio pero” Io starei molto attento a giudicare… Ogni singolo membro del Crew ha diversi punti di vista nei confronti del lavoro che e’ tenuto a fare a bordo. C’e’ chi guarda i denari,chi la carriera, chi a sposare un ufficiale e molte altre edulcorate sfacettature che e’ impossibile menzionare. Comunque sia un membro dell’equipaggio di una nave e’ la persona che piu’ si sa adattare alle nuove situazioni, riesce a viver in spazi ristretti x molto tempo, lavora 7 giorni su 7 senza batter ciglio in alcuni casi anche per 14 ore al giorno senza contare tutte le extra duty che un membro dell’equipaggio ha, una su tutte il safety. Il cibo molte volte non e’ all’ altezza o non soddisfa i vari membri, vuoi per religione per cultura o quant’ altro. Se Io personalmente dovessi scegliere se assumere personale che abbia precedentemente lavorato a terra o a bordo, non avrei esitazioni in merito.Sceglierei chi ha lavorato a bordo,molto piu’ flessibile. La vita di bordo chiaramente non e’ per tutti e, i viziatelli, non trovano spazio in questi ambienti. Quello che avete menzionato in precedenza e’ tutto vero, serpi, spie, poco di buono, donne di facili costumi e cosi’ via…Ma la domanda mi sorge spontanea, non e’ cosi’ anche nella vita di tutti i giorni? Un grazie di cuore a Daniela Pisano per aver evidenziato questo micromondo e,Noi, Che siamo membri di un equipaggio, ne siamo molto fieri di farvene parte… Chi non Ci vuole non Ci merita…SEA YA…..

    Rispondi
    1. Daniela PisanoDaniela Pisano Autore articolo

      Ciao Andrea, grazie mille per la tua bellissima testimonianza. Ho la fortuna di avere parecchi amici e amiche a bordo e a parte una rarissima eccezione, sono tutti entusiasti della vita a bordo. Come ho cercato di spiegare la vita non è per niente facile, anzi. L’ho anche riportato nell’articolo che parla proprio di come si fa per riuscire ad entrare a lavorare a bordo. Niente è semplice e in nave le situazioni sono molto più amplificate, per via di uno spazio a cui non si può sfuggire, quello è e a quello ti devi abituare. Ho conosciuto anche la madre di un ragazzo che ha retto una sola giornata a bordo, che è sceso la mattina dopo aver visto la sua cabina: le situazioni sono tante e differenti, c’è chi si vive tutta la vita a bordo e quando è a terra ne sente la nostalgia e viceversa, c’è chi ha vissuto di tutto e di più a bordo (non posso negare di aver sentito racconti di cose assurde). Tutti voi, nel vostro, avete ragione: credo che tutto però sia dovuto al proprio carattere, al modo di vivere le cose, all’abituarsi forse ad un certo tran tran.
      Grazie a tutti voi per gli attestati di stima per l’articolo che ho scritto, per me è un onore essere riuscita a mostrare, grazie alle testimonianze ricevute, un micromondo come lo chiami tu che è un insieme di emozioni: fascino, fatica, sacrificio, soddisfazione, ottimo stipendio specie per le fasce alte delle professioni di bordo. A me, come utente, non rimane che avere una grande ammirazione: ogni vostro sorriso incontrato a bordo nasconde tante cose ma ora perlomeno capisco almeno un pochino quel “dietro” nascosto 🙂

      Rispondi
      1. Andrea

        Ciao Daniela,
        Aggiungendo il mio commento alla discussione volevo dire che la nave da crociera non è una galera, nessuno ti obbliga a starci. È semplicemente una scelta di vita. Io, al tran tran quotidiano preferisco la nave. Torno a casa dopo 6 mesi e mi godo la mia famiglia x i prossimi 2. Dire che a bordo è tutto un falso non è corretto. Ci sono persone fantastiche. Tutto sta a saper scegliere con chi stare. Un saluto a tutti e vento in poppa.

        Rispondi
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