Anthem of the Seas a NY: orde di giornalisti, scuse ufficiali e soluzioni

La Anthem of the Seas è tornata finalmente a Cape Liberty, New Jersey, ieri sera, dopo aver sperimentato una tempesta straordinaria: ad attenderla, oltre che orde di giornalisti, anche una squadra di ispettori della US Coast Guard, Settore di New York, che procederanno ad un’ispezione per verificare l’entità dei danni e assicurarsi che le riparazioni vengono effettuate prima che la nave riparta per il suo prossimo viaggio.

Anthem of the Seas a NY: orde di giornalisti, scuse ufficiali e soluzioni

Anthem of the Seas a NY: orde di giornalisti, scuse ufficiali e soluzioni – Image credit: http://newyorkmediaboat.com

Tra i passeggeri che hanno voluto terminare il loro viaggio (sì, perchè c’è chi a bordo ci rimane per un’altra notte), alcuni scendono composti, indirizzati dal personale, e cercano di evitare i giornalisti che si lanciano alla ricerca di scoop verso di loro: tra chi salta di gioia e grida per la felicità, chi racconta minuziosamente alle telecamere la sua avventura, c’è anche chi passa a testa bassa e cerca di defilarsi, con il viso cupo di chi non ha nessuna voglia di parlare di ciò che ha vissuto.

Intanto la Royal Caribbean, tramite un comunicato ufficiale, si è scusata per tutti gli inconvenienti che hanno subito i suoi ospiti e cerca di spiegare le sue ragioni.

Anthem of the Seas a NY: orde di giornalisti, scuse ufficiali e soluzioni

Image credit: @AndrewFordNews via Twitter

Innanzitutto spiega che non ci si aspettava che i venti arrivassero quasi a 200 km/h, una velocità pazzesca soprattutto in pieno oceano, con onde alte oltre i 10 metri e che nulla, per loro, faceva presagire più di una normale tempesta invernale al largo della costa della Carolina.

“Ci scusiamo per aver esposto i nostri ospiti e l’equipaggio alle intemperie e per ciò che hanno passato di conseguenza” spiega la nota ufficiale.

Ed è proprio questa dichiarazione che non convince nè i media, nè moltissimi passeggeri, nè gli avvocati notoriamenti anti-Compagnie di crociere: come è possibile che tutti i servizi meteo nazionali prevedessero venti ciclonici, ampiamente mostrati in TV e la nave più tecnologica al mondo invece non aveva una minima idea, tanto da finirci esattamente dentro? Questa è la domanda che infiamma i talk-show americani da giorni!

Gran parte dei danni superficiali alla Anthem of the Seas sono stati già riparati, tanto che la nave potrà riprendere il suo itinerario previsto per la crociera della prossima settimana (sempre che gli ispettori concedano l’ok).

Royal Caribbean risponde alle domande indentificando quelle che definisce “lacune” nel proprio sistema di pianificazione e riconosce che ciò che è accaduto “questa settimana ha mostrato che abbiamo bisogno di fare di meglio“.

Tanto da attivarsi per rafforzare appunto il proprio sistema di previsione e di aggiungere risorse alla sede Miami, per istruire meglio i Comandanti delle proprie navi.

I danni maggiori sono stati riportati nelle aree pubbliche della nave, dove le sedie sono volate ovunque, rompendo o danneggiando suppellettili, vetrate (nelle foto dei passeggeri si vede vetro in frantumi ovunque), vasi enormi ridotti in cocci etc: anche le cabine con balcone hanno avuto danni, in tante si sono frantumate le barriere di vetro del balcone.


Durante la tempesta molti passeggeri hanno mandato soprattutto sul social Twitter, le immagini delle impossibili considizioni in cui sono stati per 12 ore: il Comandante mandava annunci regolari, relegando di fatto tutti nelle cabine per una questione di sicurezza, con solo il minibar (che di cibo ha solo snack) a disposizione gratuita e con la TV con i canali a pagamento resi disponibili a tutti.

Nei numerosi video si vedono le persone in angolazioni impossibili mentre la nave barcollava sui fianchi, tanto che le cabine con oblò sono finite sotto la superficie dell’acqua: “pareva di stare in una lavatrice con centrifuga accesa” hanno commentato.

Questi sono solo alcuni dei centinaia di Tweet pubblicati

Anthem of the Seas era partita da Cape Liberty Sabato scorso per una crociera di 7 giorni andata e ritorno alle Bahamas, con a bordo circa 4.529 passeggeri e 1.616 membri dell’equipaggio.

Per fortuna non ci sono stati feriti gravi ma, come comunica la Compagnia, tramite la portavoce Cynthia Martinez:

“Di più di 6.000 persone a bordo, sono stati segnalati solo quattro feriti lievi”.

Per i passeggeri che hanno affrontato queste difficoltà, Royal Caribbean ha offerto un rimborso completo e un 50% di sconto sul prezzo di una prossima crociera.

Ora è il momento e il turno della Guardia Costiera con i suoi ispettori, che dovrà contribuire a determinare se ci sono lezioni da trarre da questo evento che potrebbe aiutare a prevenire incidenti o danni in futuro.

Ma non è tutto: siccome Anthem of the Seas batte bandiera delle Bahamas, anche gli investigatori dell’isola condurranno indagini in merito.

Battezzata nel mese di aprile 2015, Anthem of the Seas è insieme alla gemella Quantum of the Seas, al terzo posto nel gradino del podio come nave da crociera più grande mai costruita (e più tecnologica).

Primato che resisterà per poco, finchè non sarà ufficialmente in servizio quella che sarà la nave da crociera più grande del mondo mai costruita, sempre della stessa flotta, la Harmony of the Seas, che le farà scivolare al 4 gradino del podio (tutto Royal Caribbean).

Alcuni passeggeri hanno fotografato la scia della nave e hanno notato che la nave procedeva non in piena capacità, oltre a notare come per gli spostamenti laterali, una volta in porto, sia stato necessario l’ausilio dei rimorchiatori, il che fa nascere qualche sospetto sulla sua effettiva manovrabilità.

Da notare infine come secondo molti passeggeri, la stampa presente non abbia in alcun modo dato spazio alle cose positive registrate dai passeggeri, come l’assoluta dedizione e la gentilezza del personale, ma solo agli episodi più incresciosi: come dire, tutto il mondo è paese!

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11/02/2016 ore 16.00
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Daniela Pisano
Daniela Pisano

Blogger e cruise addict, viaggiare è sempre stato il mio chiodo fisso, insieme alla passione innata per l’archeologia e l’Egitto, per il mare e per i paesi orientali. Amo fotografare i particolari più strani, le cosiddette prospettive insolite

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